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Fallisce ennesimo test antimissile Usa Si prosegue con il progetto contro ogive balistiche

E’ lo stesso Pentagono a renderlo noto: per la terza volta è fallito il test del sistema antimissile contro i vettori balistici a lungo raggio. Il sistema di intercettazione viene gestita dalla Boeing. Annunciato che sarà avviato ora un esame approfondito per determinare la causa o le cause di eventuali anomalie che hanno impedito un’intercettazione di successo.

L’esercito ha testato finora ben 16 volte il cosiddetto “ground-based midcourse defense system”, sistema di difesa di media gettata basato a terra. Ha avuto successo otto volte con l’ultimo obiettivo centrato nel dicembre 2008.

Il Pentagono ha dichiarato che l’ennesimo insuccesso non pregiudica la decisione di rafforzare il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti. Il Segretario alla Difesa Chuck Hagel ha annunciato l’intensificazione del piano a marzo, a seguito di minacce da parte della Corea del Nord. In base a tale piano, il Pentagono aggiungerà 14 nuovi anti-missili intercettori per un costo totale di quasi 1 miliardo di dollari.

Gli Stati Uniti dispongono di 26 intercettori schierati a Fort Greely, in Alaska, e quattro alla base aerea di Vandenberg, in California. La prova appena fallita è stata effettuata nel cielo dell’Oceano Pacifico. Un missile bersaglio balistico a lungo raggio è stato lanciato da dal Poligono di tiro “Reagan Test Site” dell’ Esercito di Kwajalein, Repubblica delle Isole Marshall. Il missile intercettore è stato lanciato, invece, dalla base californiana di Vandenberg.

Antonello La Monaca