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Ennesimo rinvio del caso dei marò italiani. La Corte suprema indiana se ne occuperà il 10 Febbraio

Ennesimo rinvio del caso dei marò italiani. La Corte suprema indiana se ne occuperà il 10 Febbraio

Ennesimo rinvio del caso dei due marò italiani dinanzi alla Corte suprema indiana. La vicenda di Massimiliano Latorre e di Salvatore Girone sarà esaminata il prossimo lunedì 10 Febbraio, quando verrà preso in considerazione il lungo elenco di contestazioni che l’Italia ha presentato a difesa dei due marinai. A dirlo è il giudice della Corte Suprema Bs Chauhan, che ha posto alla pubblica accusa un limite non estendibile di una settimana per presentare una soluzione sulle modalità di incriminazione dei marò. Il presidente della Corte ha preso questa decisione dopo aver ascoltato le ragioni del ricorso italiano, alle 10,30 locali (le 6 italiane) nell’aula 4 della Corte Suprema di New Delhi.

062353773-df03a76a-7c8c-4b7c-9239-8c7c2fce5d37Il rappresentante del Governo di Roma, Staffan De Mistura ha chiesto alla Corte che, di fronte all’indecisione della pubblica accusa, i due militari siano autorizzati a tornare in Italia. ”E questa richiesta la ripeteremo con forza anche lunedì prossimo – ha dichiarato alla stampa De Mistura – indipendentemente dall’esito dell’udienza. La Pubblica accusa non può più giocare con i tempi. Abbiamo ricordato tramite il nostro avvocato che ci sono stati 25 rinvii giudiziari senza un pezzo di carta. Prima l’unica linea rossa era il non utilizzo del Sua Act. Ora lo sono diventati anche i ritardi”.

Ad accompagnare l’inviato del governo anche l’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini, “per simboleggiare e marcare anche fisicamente la determinazione dell’Italia manifestata anche in modo più che lampante dal Capo dello Stato”, ha detto De Mistura in un breve incontro con un gruppo di giornalisti italiani.

Il fermo dei militari italiani risale a quasi due anni fa. La lentezza con cui è stato condotto il procedimento è evidente. Già venerdì scorso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva rimproverato alle autorità indiane di aver gestito il caso “in modi contraddittori e sconcertanti”.
La petizione italiana rigetta l’idea di un ricorso al Sua Act: la legge antiterrorismo e antipirateria indiana che, se applicata, prevedrebbe la pena capitale per i due marò.

Beatrice Zamponi