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Emma Bonino commossa e delusa dal “ben servito” di Renzi parla a Roma alla folla che l’acclama. “Ho lavorato tantissimo, non sono un robot. Ora ho voglia di rimanere un po’ sola”

Emma Bonino commossa e delusa dal “ben servito” di Renzi parla a Roma alla folla che l’acclama. “Ho lavorato tantissimo, non sono un robot. Ora ho voglia di rimanere un po’ sola”

Una folla di persone l’attendeva a Roma davanti alla sede dei radicali di via di Torre Argentina scandendo a gran voce grido “Emma, Emma….Ecos’ la ex ministra degli Esteri Bonino ha improvvisato un discorso di congedo commovente e ricco di energia, invitando il paese a rispettare le istituzioni e a ritrovare un senso civico, nel giorno in cui il suo dicastero è passato nelle mani di Federica Mogherini, voluta dal premier Matteo Renzi.

Dunque, la Bonino silurata da Renzi quasi in “Zona Cesarini”, quando tutti i pronostici indicavano la sua riconferma alla Farnesina. “Non ho sassolini, non ho scoop da rivelare, da radicale ho dei macigni, come dire, che dovremo tutti insieme rimuovere, non per me, ma per il Paese”, ha esordito la Bonino, confidando di avere voglia di rimanere “un po’ sola” in questo periodo. Certo c’è rimasta male, e molto.

1bonino4Non sarebbe bastata, a quanto si dice, la forte difesa in suo favore del Presidente Napolitano. Le tre ore di colloquio con Renzi prima che il giovane premier uscisse per comunicare la lista dei ministri stanno a significare che qualche problema c’è stato. Evidentemente il Capo dello Stato strappando al Presidente del Consiglio qualche concessione, come ad esempio quella sul nome del ministro dell’Economia, ha dovuto cedere su Emma Bonino. Sarebbe molto interessante poter conoscere la “velina “con i nomi di quando Matteo è entrato al Quirinale per confrontarla con la lista ufficiale. Più di una sostituzione certamente c’è stata.

“La buona educazione è rivoluzionaria – ha proseguito la Bonino nel suo discorso di commiato – e credo che dobbiamo rinconquistare tutti il senso delle istituzioni, delle regole, dello stato di diritto”, elogiando la “casa radicale”, dove queste norme si rispettano.

1bonino5Poi ha fatto un po’ di propaganda, invitando i presenti in piazza a “iscriversi al partito radicale, di non delegare”, perché “uno può anche essere king-kong, ma non può da solo, o in troppo pochi, assumere i valori della ricostituzione della convivenza civile”, con un chiaro riferimento al neo-premier. “Non sono un robot, sono una persona – ha poi affermato, tra gli applausi dei presenti – e soprattutto avrei voluto saperlo prima”, ho lavorato con tutta la mia forza”.

L’ex ministro ha ribadito di avere appreso ieri sera alle 19, al telefono con il premier incaricato Renzi, e non dalla tv, come vorrebbero le “favole metropolitane” o dei “fantasiosi giornalisti”, della sua non riconferma. “Certo avrei voluto saperlo prima”, ma “ne prendo atto – ha ripetuto tagliando corto e rivendicando di avere lavorato “questi dieci mesi, con tutta la forza di cui sono capace”. “Forse, se lavoravo un po’ meno…”, ha ironizzato l’ex capo della diplomazia italiana, ricordando di avere comunque sbrogliato diversi dossier difficili.

1bonino8Emma Bonino ha anche ricordato di avere incontrato poche ore prima il nuovo ministro degli Esteri, Federica Mogherini, e di averle detto, di “poter contare” sul suo “aiuto”, e “sulla dedizione e professionalità dell’intera Farnesina”, nonché “sul sostegno dei radicali”. “Non so come siete voi giovani. Noi anziani non siamo robot, abbiamo sentimenti ed emozioni, persino una tentazione di risentimeti, che dovrò e dovremo governare. Non sono un robot, sono una persona”, ha affermato Emma Bonino visibilmente commossa.

Riccardo Marini