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Elezioni comunali: una “lenzuolata” di democrazia per il voto di domenica a Roma

Elezioni comunali:  una “lenzuolata” di democrazia  per il voto di domenica a Roma

La notizia era già nell’aria, ma davanti alla realtà non sappiamo se metterci a piangere o a ridere. La scheda che gli elettori romani riceveranno domenica e lunedì prossimi, quando si voterà per il Sindaco di Roma e del Consiglio Comunale capitolino, sarà lunga, udite udite!: UN METRO E 17 CENTIMETRI. Sarà alta 32 centimetri.
Contiene una lunga sequenza di simboli di partiti e liste di nomi. Sfogliare l’elenco telefonico potrebbe essere è più facile.

Saremo di fronte, dunque, ad una vera e propria “lenzuolata” di democrazia. Ai partiti più conosciuti, che sono già parecchi, si sono aggiunte tantissime liste civiche. Ai quattro, cinque, al massimo, veri possibili contendenti la poltrona di Alemanno, si sono aggiunti una quindicina di “outsiders”. Quasi tutti convinti, anche loro, di indossare la fascia tricolore al più presto.

E che cos’è, viene da chiedersi? Con questo “ malloppone” si potrebbe misurare l’altezza di un ragazzino di sei anni! Pensate un po’ cosa c’è voluto per mettere nero su bianco 19 candidati a Sindaco e 40 liste di partiti e partitini, movimenti e associazioni che chiedono voti a tutti quanti.

La notizia è cominciata a circolare quando molte tipografie interpellate hanno alzato le braccia. Non erano assolutamente in grado di stampare oltre tre milioni di schede di questo genere.

voto cabinaOra, proviamo ad immaginare quando agli elettori romani si vedranno consegnare questo fascicolo vero e proprio. Composto da sei facciate di carta più consistente di quella normalmente usata.

Si entra nella cabina e già nasce il problema di come e dove aprire questa scheda. Non dovrebbe essere possibile neppure farla scendere lungo i lati del piano dove si scrive per esaminarla tutta. E allora come sarà possibile aprirla? Ognuno dovrà ingegnarsi a trovare la risposta.

La scheda, del resto, deve essere aperta completamente per riuscire a scorrere tutte le 40 liste e l’elenco dei 19 aspiranti sindaci al fine di trovare partito e candidato cui s’intende dare il proprio prezioso voto. Deve essere aperta completamente anche perché il voto può essere marcato solo sulla facciata su cui viene trovato il destinatario della preferenza. Non si deve assolutamente sovrapporre una facciata sulle altre per evitare di lasciare impropri segni, sbaffature e macchie. Vi è in ballo l’annullamento del voto.

Riusciti nell’impresa di ricognizione, finalmente, e osservata con cura quest’ultima precauzione, finalmente, si vota. Fatto! Si alzano le braccia al cielo per l’impresa vittoriosamente compiuta. Un momento! Stavolta c’è una complicazione in più. La preferenza esprimibile per l’elenco dei consiglieri comunali è una sola. Ma per il rispetto delle pari opportunità dei generi si può votare per una donna e per un uomo. Quindi, massima deve essere l’attenzione: non si possono votare due uomini o due donne. Nel dubbio è sempre meglio limitarsi ad esprimere una sola preferenza.

voto5Questa volta abbiamo finito per davvero! Che fatica!

Asciugato un po’ il sudore provocato dalla fatica, è il momento della ripiegatura. Altri problemi e nuovi crucci. Non sarà facile, infatti, risistemare la scheda così come ci è stata consegnata. Devono essere seguite le piegature sue proprie. Non è che sia possibile ripiegarla a modo nostro.

L’elettore deve sapere che non può chiamare in aiuto nessuno. Neppure uno scrutatore o un parente. Ci immaginiamo già le file dell’attesa in una situazione del genere. Gli accidenti, le imprecazioni mandate più o meno silenziosamente per tutto il da farsi richiesto per votare su di una scheda di questo genere.

Ma cosa dite? Avete scordato l’altro “malloppo”. E’ quello del voto per il Municipio in cui vivete. Sono stati ridotti a 15, dai 20 di una volta. Di media, questa scheda, ha cinque facciate. Dipende da Municipio a Municipio. Ma sembra che un po’ dappertutto si sono scatenati nel presentarsi per fare il Presidente e che gli stessi partiti in lizza per il Campidoglio, salvo qualche eccezione, sono tutti presenti in tutte e 15 queste schede.

Allora, torniamo agli inizi. In cabina, per prima cosa gli elettori dovranno trovare un posto dove mettere la scheda votata per prima e fare attenzione a non lasciarla sotto all’altra su cui si vota, come sopra raccontato.
Poi, asciugato il sudore provocato dal primo voto. E’ opportuno trovare un posto sicuro su cui appoggiare la scheda già utilizzata per evitare macchie, sbaffi e marcature indesiderate e pericolose per l’annullamento del voto. Sono i costi della Democrazia.

Lorenzo Campanella