UltimaEdizione.Eu  > 

Elezioni comunali: Paolo Marchionne candidato Pd presidente terzo Municipio

Paolo Marchionne Capogruppo del Partito Democratico nel III (ex IV) municipio di Roma, nonché candidato Presidente alle prossime elezioni. Anni 31, nato e cresciuto a Talenti nel cuore del municipio, comincia il suo impegno civico con l’associazionismo prima con Greenpeace, Libera ed altri. Eletto nel 2006 consigliere nelle liste dell’Ulivo e nuovamente nel 2008 come consigliere municipale; presiede, da maggioranza, la commissione per l’urbanistica “promuovendo uno sviluppo del territorio sostenibile e contrastando il consumo di suolo”.

Marchionne sembra un tipo battagliero e pensa di aver vinto le primarie perché dice di essere “espressione di una collettività di militanti, di tanti iscritti al PD, SEL, attivisti e tanti cittadini che in questi anni si sono impegnati attivamente per risolvere problemi della collettività conoscendomi così da consigliere, prima di maggioranza poi d’opposizione”. Lo incontriamo in una trattoria su Via Nomentana

Da consigliere municipale dell’opposizione come valuta l’operato di questo governo municipale di centrodestra?

“Insufficiente sotto il punto di vista della promozione di questo territorio, non riuscendo in nessun modo a raccogliere le esigenze di tanti che vorrebbero un municipio più vivibile. Ha dato retta a pezzi del proprio elettorato tralasciando completamente l’interesse generale. Ha accettato supinamente una serie di questioni che hanno peggiorato la vita dei cittadini: pensiamo alla ristrutturazione del trasporto pubblico locale, al modello di raccolta differenziata dei rifiuti, alle vicende urbanistiche delle varianti al piano regolatore che noi del PD siamo riusciti a bloccare con una grande mobilitazione cittadina”.

Il terzo municipio (già quarto) è quello che, a detta di molti, è stato il più tartassato dal cemento. Molti comitati di quartiere ed associazioni cittadine ne chiedono il fermo assoluto anche perché alla proliferazione delle nuove strutture abitative non è seguito un ampliamento dei servizi. La nuova eventuale presidenza cosa vorrà fare per andare incontro a queste esigenze?

“Riconosciamo che lo sviluppo del territorio è stato frutto di un modello completamente sbagliato, sia economico, sia urbanistico. Iniziare a costruire nuovi quartieri a ridosso del GRA vuol dire indebitare la collettività con servizi molto costosi ed estremamente poco efficienti. Il municipio chiederà alla nuova giunta comunale, in particolar modo al nostro candidato sindaco Ignazio Marino, che si riprenda un percorso di decentramento: i pareri dei municipi dovrebbero essere vincolanti consentendo di decidere in maniera più democratica in quale direzione deve svilupparsi la città. Ed anche continuare a fare quello che abbiamo fatto in questi cinque anni: dire no a nuove varianti del piano regolatore. Sempre da maggioranza riuscimmo a bloccare il cambio di destinazione d’uso di ben un milione di metri cubi da commerciale a residenziale, ora però dovremmo anche intervenire anche su cose che sono state deliberate ma che andrebbero modificate”.

Passando alle aree verdi, come si potrà puntare alla riqualificazione e sistemazione di queste aree lasciate in alcuni casi in stato di semi abbandono?

“Dobbiamo chiamare a collaborare nei vari progetti di riqualificazione le varie associazioni cittadine e comitati e farle partecipare alla difesa e promozione dell’ambiente Dall’altra parte noi abbiamo un altro grande patrimonio da mettere in campo: le cooperative sociali con esperienza di grande importanza, che continuano ad investire sul territorio e ad essere una risorsa sociale fondamentale. Unendo insieme queste realtà proveremo a mettere insieme progetti di sostenibilità e manutenzione del verde. Pensiamo al Parco della Cecchina: molte sono state le denunzie di abbandono, c’è stato qualche intervento ma nessuno risolutivo. Credo che questi spazi debbano essere dati, in comodato d’uso gratuito a coloro che possano garantirne la manutenzione e la vigilanza notturna. Pensiamo anche al municipio come valore di cooperazione sociale, di inserimento al lavoro per chi, al momento ne è sprovvisto, in un progetto che comprende sia la manutenzione di aree verdi, sia una cooperazione sociale nell’inserimento al lavoro anche di fasce più svantaggiate. Tutte cose che il municipio deve fare; mettere sempre davanti ad ogni cosa l’interesse generale”.

La prossima apertura della Metro B1 di Jonio porterà sicuramente all’ennesima riorganizzazione della mobilità nel municipio. Cosa si propone di fare al riguardo?

“Non ripercorrere il caos sviluppatosi all’apertura di Conca d’oro. Una progettazione che renda quella stazione più accessibile: marciapiedi rifatti e percorsi pedonali protetti per arrivare prima, e in maniera agevole, alla metro. Fondamentale sarà anche un collegamento ciclo pedonale. Jonio sorgerà in una zona densamente popolata e servirà un ampio raggio di territorio. Bisognerà facilitare la viabilità là dove non solo è difficile trovare parcheggio ma anche impossibile costruirne di nuovi. Poter arrivare alla metro in dieci minuti, in sicurezza e con mezzi non inquinanti dovrà essere la prima cosa per la mobilità. Anche il trasporto di superficie non dovrà subire modifiche in negativo altrimenti si rischia di mantenere sempre lo stesso risultato”.

Quale sarà, nel caso in cui dovesse vincere, il primo punto del suo programma che porterà a compimento?

“Una nuova lettura dei bisogni. Il municipio è erogatore di tanti servizi sociali, credo che occorrerà prendersi un paio di mesi dopo le elezioni per mettere in cantiere uno studio dei bisogni che scenda nella profondità delle esigenze di tutti quei soggetti che sono gli attori sociali di questo municipio”.

Lorenzo Campanella