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Elezioni anticipate o no? Verso incarico a Gentiloni

Elezioni anticipate o no? Verso incarico a Gentiloni

Secondo giorno di consultazioni al Quirinale con i partiti minori ma senza i principali leader. Nel frattempo il Presidente Mattarella ha messo già dei paletti: sarebbe inconcepibile, ha  infatti dichiarato, andare alle elezioni con due leggi elettorali. Quindi, è necessario, prima di tutto, fare una nuova legge che consenta ai cittadini di votare con chiarezza.

Ma tra le innumerevoli posizioni politiche, ancora non è chiaro stabilire che tipo di Governo si farà e quale legge elettorale sarà varata dopo le consultazioni al Quirinale tra i vari partiti della maggioranza e quelli dell’opposizione.

Dalla moltitudine di partiti ascoltati finora da Mattarella nella giornata di ieri e di oggi, sono filtrate tante dichiarazioni, ma tutte diverse l’una dall’altra.

Per semplificare, alcuni partiti, come Fratelli d’Italia, Lega e Movimento 5 stelle vorrebbero le elezioni anticipate; così pure la maggioranza di Matteo Renzi, anche se la sinistra del partito democratico, Bersani e Speranza, ritengono sia necessario terminare la legislatura alla sua scadenza naturale.

In questo ginepraio di posizioni tutte diverse tra loro, dovrà prenderne atto il Presidente della Repubblica Mattarella, che al termine delle consultazioni dovrà affidare l’incarico di Governo a uno dei candidati che rimane ancora ignoto. Si fanno diverse ipotesi, tra le quali un incarico al Ministro degli Esteri Gentiloni.

Ma quali sono i motivi per andare subito alle elezioni anticipate e, invece, quali sono i motivi politici per far terminare la legislatura alla sua scadenza nel 2018?

Alla base della “fretta” di alcune formazioni politiche di andare alle elezioni al più presto, c’è la speranza dell’opposizione, ma anche del governo, di aumentare il proprio bacino di elettori; in prima posizione possiamo immaginare il Movimento 5 Stelle che spera naturalmente di avere la maggioranza dei voti che gli permetta poi di governare per i prossimi anni. A sua volta, il Pd di Matteo Renzi cerca dagli elettori la riconferma dei 13 milioni di voti ottenuti nel Referendum appena concluso.

Fratelli d’Italia della Meloni e la Lega di Salvini, auspicano di aumentare sensibilmente il loro potere di intercettazione dei voti per far sentire più forte la loro voce in Parlamento.

Ma le intenzioni dei partiti favorevoli al Si alle elezioni anticipate potrebbero essere ostacolate dai nuovi parlamentari eletti per la prima volta in Parlamento; Infatti sarebbero ben il 60% i deputati e senatori che, in caso di anticipo delle elezioni politiche, non “vincerebbero” questa ambita lotteria del vitalizio. Certo, a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca, sentenziava il divo Giulio Andreotti.

Le norme, approvate nel 2012, hanno introdotto il calcolo su base contributiva; i parlamentari di prima nomina, per ottenere la pensione, devono effettuare pertanto 4 anni, 6 mesi e un giorno di lavoro in aula. Per avere diritto al vitalizio, quindi, la legislatura non dovrà terminare prima del 16 settembre 2017, ossia al termine dei cinque anni di permanenza in Parlamento.

Per il No alle elezioni anticipate, si sono posizionati principalmente i dissidenti della sinistra del Pd, Bersani e Speranza, preoccupati della situazione critica che attraversa l’Italia e che richiede un governo stabile per risolvere gli infiniti problemi che assillano il nostro paese. Del resto, dicono, l’Istat ha fotografato una situazione drammatica della nostra penisola che non ha certo bisogno di aggiungere i giochi di potere, le liti e le polemiche infinite e irresponsabili dei partiti, nessuno escluso. Senza considerare che nell’ultima legge di bilancio approvata dal Senato con una larga maggioranza sono rimasti esclusi dalla manovra 60 decreti attuativi, tra cui la riduzione delle slot machine nei pubblici esercizi che dovranno al più presto essere approvati. Tra questi, il varo dell’’Ape Social, i lavoratori precoci, gli asili nido e altro ancora. In questo modo, con la scadenza naturale della legislatura, i parlamentari di prima nomina avrebbero, così, salvo il vitalizio e tante altre agevolazioni.

Ecco, questi sono i temi scottanti che Mattarella dovrà risolvere, soprattutto per i mercati che attendono segnali di stabilità dal nostro paese. Ma anche per i nuovi poveri, i cittadini fotografati dall’Istat, che aspettano con ansia che “spunti” un Governo che possa, finalmente, dare attuazione alle riforme per alleviare al più presto la loro condizione di nuovi poveri diventata francamente insopportabile.

Gli elettori italiani, ormai, sono maturi e responsabili, in grado di “punire” tutti quei partiti che “perseverano”, malgrado il risultato del Referendum, a ignorare le reali esigenze dei cittadini. E’ l’ultimo avvertimento.

Giuseppe Careri