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Due uomini condannati a morte e altri tre a pene detentive in Cina per le rivolte dello scorso Aprile

nella regione musulmana dello Xinjiang.
Le violenze esplosero nel corso di incidenti che hanno avuto come protagonisti i componenti la minoranza etnica turca Uighur della regione.

I due condannati alla pena capitale sono stati accusati e riconosciuti colpevoli, nel corso di un processo durato solamente un giorno, di omicidio, formazione e guida di un’organizzazione terroristica e produzione illegale di esplosivi.

Le condanne inflitte agli altri tre vanno dai nove anni di reclusione al carcere a vita.

Gli imputati non avrebbero contestato le accuse e si sono potuti avvalere della presenza degli avvocati durante il loro processo. Le condanne a morte, adesso, dovranno essere valutate dalla Corte suprema prima di essere applicate.