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Dopo una “vita spericolata” ma con giudizio il compleanno dei 45 anni in ospedale. Tanti Auguri Schumi!

Dopo una “vita spericolata” ma con giudizio il compleanno dei 45 anni in ospedale. Tanti Auguri Schumi!

Sembra solo ieri che io vedevo in tv quel razzo rosso sfrecciare davanti a tutti i suoi avversari e dominarli. Sembra solo ieri che ti vedevo saltare sul gradino più alto del podio con la gioia dipinta sul viso, ogni volta felice come se tu avessi vinto la tua prima gara. Tu hai battuto quasi ogni record esistente in Formula 1, hai sconvolto le stesse fondamenta di questo sport. Hai superato i cinque titoli di Fangio, distrutto le 51 vittorie di Prost e surclassato le 65 pole di Senna.

Molti, soprattutto anti-ferraristi, ti hanno accusato di non essere un pilota all’altezza dei tuoi numeri solo perché avevi la macchina migliore all’epoca, di non aver avuto avversari alla tua altezza, di commettere scorrettezze e addirittura di utilizzare macchine irregolari.

1bbba2Io a questi gentilissimi Signori vorrei dire alcune cose. Secondo voi “un negato al volante” avrebbe vinto la bellezza di 91 Gran Premi, conquistato 68 pole-position (69, se contiamo quella che gli è stata sottratta a Monaco nel 2012 da questo regolamento ormai troppo severo) e primeggiato su tutti i suoi avversari in ben 7 stagioni (di cui 5 consecutive)? Sapete che ha dovuto affrontare avversari del calibro di: Ayrton Senna, Alain Prost, Nigel Mansell, Nelson Piquet, Mika Hakkinen, Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, primeggiando spesso su di loro su mezzi inferiori? E che piloti decisamente più scarsi di lui, in primis Damon Hill e Jacques Villeneuve, riuscivano a tenergli testa solo perché avevano veramente la macchina migliore?

1bbba4Ha commesso scorrettezze? E chi mai non ne ha commesse? I Niki Lauda, Gilles Villeneuve, Senna e Prost che sbandierate con tanta nostalgia come esempi di piloti senza macchia e senza paura ne hanno fatte anche loro di “furbate”, soprattutto gli ultimi due (andate a rivedervi Suzuka 1989-1990).

Avrebbe vinto solo con macchine irregolari? Sono davvero bastati gli innumerevoli errori della FIA e le calunnie della stampa inglese montate in gran parte ad arte nel 1994 (l’anno della morte di Senna e, “casualmente”, della lotta tra la speranza nazionale Hill e il pilota tedesco) per darci l’immagine di un pilota che avrebbe vinto solo grazie a vetture illegali? In tal caso, miei cari pseudo-appassionati, non siete proprio in grado di riconoscere il vero valore di un campione.

1bbba6Come persona forse sei stato molto discutibile, apparentemente freddo, serio, scontroso e arrogante, quando in realtà ti mostravi in questo modo solo davanti ai paparazzi e ai giornalisti troppo invadenti, ma poi sprizzavi gioia, dolcezza e simpatia da tutti i pori con la tua famiglia, i tuoi amici e i tuoi fan, anche nei momenti bui. Uno che non faceva finti sorrisini o, al contrario, il duro macho-man solo per compiacere i tuoi datori di lavoro e il pubblico ipocrita della Mulino Bianco, un uomo vero, insomma, che si faceva guidare solo dai propri sentimenti (mi è rimasto nel mio cuore di bambino di cinque anni quale ero il tuo pianto liberatorio a Monza nel 2000, quando hai pensato anche a Senna, del quale avevi eguagliato il record di 41 vittorie quel giorno).

1bbba10Sempre pronto alla sfida, non ti sei mai tirato indietro, neanche quando a 41 anni ti sei rimesso in gioco con la Mercedes, ricevendo gli insulti da tutti i ferraristi che ti considerarono un traditore. Ma tu non ti sei mai tirato indietro, hai continuato in una Formula 1 totalmente diversa da quella in cui hai vinto tanto, piena di diavolerie tecnologiche e accerchiata da un sistema di penalizzazioni alle volte scandaloso per l’eccessiva severità di cui anche tu sei stato vittima varie volte (e che ti ha impedito di vincere il Gran Premio di Montecarlo nel 2012). Nonostante tutto, hai continuato a lottare, e hai stretto i denti finché il tuo corpo e la tua mente non hanno urlato – “BASTA!” –

1bbba40Anche se il tuo fisico non reggeva più i ritmi di questa stressante e opprimente Formula 1, la tua voglia di sfida non si è mai fermata, al punto che ti sei dato all’ippica, letteralmente. E adesso, per ironia della sorte, proprio in un momento di relax sulle montagne della Savoia il tuo genio calcolatore ti ha tradito, facendoti cadere addosso a una roccia di testa durante una sciata con i tuoi amici e tuo figlio.

Una tragica fatalità ti costringe adesso in coma su un letto d’ospedale, con tanta incertezza per il tuo futuro. Alcuni hanno paura che non sopravvivrai, altri che avrai danni cerebrali permanenti, ma quasi tutti coloro che ti sostengono, tra cui me (anch’io un mese fa ho avuto un incidente, investito sulle strisce 1bbba9pedonali mentre andavo a scuola da un furgone sparato su di una stradina senza che neanche si accorgesse della mia presenza), pregano che tu ti riprenda totalmente da questo brutto incidente. E sono sicuro che tu ce la farai. Di uomini come te ce ne stanno solo uno su un milione, e il cervello umano è una macchina incredibile, in grado di rimettersi in sesto anche dopo vere e proprie disgrazie, soprattutto quello delle persone di ferro.

Avrei sempre voluto incontrarti o almeno parlarti fin da piccolo, quando prendevo una qualsiasi macchinina rossa e ci giocavo facendo finta che ci fossi tu al volante, e spero che, in un caso fortuito, tu e i tuoi familiari possiate leggere questa lettera, anche con mesi o anni di ritardo. Se mai leggerai questo scritto, Schumi, sappi che la mia stima nei tuoi confronti è immensa, e che ho fiducia in te.
Buon compleanno, Michael.

Simone Pacifici