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Dopo la fiducia di Senato e Camera Renzi é chiamato a presentare un programma organico. Solo così supererà anche le “criticità” interne al suo Governo

Dopo la fiducia di Senato e Camera Renzi é chiamato a presentare un programma organico. Solo così supererà anche le “criticità” interne al suo Governo

Matteo Renzi ottenuta la fiducia in entrambe le camere comincia a lavorare a Palazzo Chigi. La fiducia gli giunge sulla scia di quanto successo nel Partito Democratico finito in una crisi profonda e consumatore di un”fratricidio” che, per un po’, peserà ancora sul “liber ad honorem” del partito e dello stesso Matteo Renzi.

Il Sindaco di Firenze ha ottenuto la fiducia sulla scia di una pulsione verso il rinnovamento esplosa soprattutto dopo la grave crisi economica che sta facendo trovare questo Paese più povero e più disoccupato che mai.

Renzi  ha ottenuto la fiducia all’interno di  una situazione di necessità creata da una crescente  insofferenza, anche sua, verso le cosiddette “larghe intese”  che, dopo l’uscita di Silvio Berlusconi dalla maggioranza che sosteneva Enrico Letta, è diventata una intesa un po’ più limitata, ma quanto basta a raccogliere i voti che servono a tener in piedi un Governo, qualunque esso sia.

Renzi ed Alfano, insomma, sembrano essere quei due naufraghi di sesso diverso costretti a convivere su di un ristretto atollo sperduto e, persino, a giacere insieme per mancanza d’altro. Di necessità virtù.

Non si può andare alle elezioni se non si rinnova la legge elettorale e, così, Renzi  che preferirebbe avere a che fare con Silvio Berlusconi in campo aperto, piuttosto che con il suo ex delfino al Governo, deve adeguarsi alla situazione e, addirittura, promettere che delle elezioni se ne parlerà solamente nel 2018. In realtà, secondo qualche maligno, non é escluso che poi si vada al voto prima,  anche grazie a quei rapporti sotterranei che lui coltiverebbe con Berlusconi.

foto governo renzi

Gli esperti indicano due tracce precise in tal senso: la Ministra Federica Guidi da considerarsi a tutti gli effetti una donna della Confindustria  ed il Ministro Gianluca Galletti, dell’Udc. Attenzione, però, di un Udc che è quello di Pierferdinando Casini. Cioè prossimo a passare con Forza Italia come del resto annunciato pubblicamente recentemente da Casini stesso. Adesso, è tornato momentaneamente al centro, con i Popolari per l’Italia di Mauro e Dellai, giusto il tempo per incassare il ministro … Morale della favola è rimasto senza posto alla Difesa proprio Mauro.

C’è poi il caso del Ministro del Tesoro che,  assommando anche Finanze e Bilancio e Programmazione economica, è il vero pezzo forte dell’esecutivo. In alcuni casi,come dimostra pure l’esperienza Berlusconi Tremonti, più forte persino della Presidenza del Consiglio. Somma tutto, infatti,politica della spesa e delle entrate. E’ da considerarsi persino, dato il contesto storico che stiamo vivendo, il vero Ministero per l’Europa e, financo, degli Esteri.

Ebbene, Matteo Renzi ha finito per accettare la candidatura di Pier Carlo Padoan. Ora, se stiamo alle biografie, scopriamo che questo valente economista dell’Ocse ha una lunghissima ed approfondita consuetudine con Massimo D’Alema. Ma non è lo stesso D’Alema che Renzi è sceso in campo per “rottamare”? Come mai, si chiedono in molti, Renzi ha “ceduto” questa posizione davvero importante a quello che sembrava essere il suo principale avversario nelPd? Ed é per questo che dentro il Transatlantico di Montecitorio si fanno insistenti le voci, addirittura, di una candidatura di D’Alema al Quirinale. Tra lui e Renzi sarebbe scoppiata la pace o sono sempre in guerra?

Ovviamente, per tutto ciò, nel Pd e fuori,  si guarda con attenzione e diffidenza un po’ a tutta la fase di avvio di questo Governo.

Potremmo continuare ad indicare i fattori di criticità con cui l’esecutivo di Renzi dovrà fare i conti per quanto riguarda le questioni interne  visto che dinanzi all’elenco dei ministri sembra di assistere ad una sommatoria di rappresentanze diverse che, forse, non sarà facile portare a sintesi.

padoan

Al di là dei numeri raccolti attorno alle mozioni di fiducia di Senato e Camera, dunque, restano i veri problemi per questo giovane esecutivo appena  nato. In particolare, per ciò che riguarda l’economia ed il lavoro. Quella che ha dinanzi Matteo Renzi non è una situazione facile e non bastano i buoni propositi che egli annuncia a cambiare  le cose.

Ha ragione: mettiamoci al lavoro. E il primo lavoro è proprio quello di presentare un vero programma di Governo che finora non abbiamo sentito articolare nella maniera più dettagliata possibile. Tutti gli italiani, e non solo loro, aspettano allora i provvedimenti che renderanno tutti i buoni propositi realtà.

Giancarlo Infante