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Decisione del Governo di Atene: chiude improvvisamente la televisione greca troppi costi per i dipendenti voluti dai partiti

Decisione del Governo di Atene:  chiude improvvisamente la televisione greca  troppi costi per i dipendenti voluti dai partiti

Tensione ad Atene. La Grecia chiude improvvisamente la Tv di Stato Ert, la Rai ellenica. Dalla mezzanotte stop a tempo indeterminato alle trasmissioni dei tre canali e sospensione per i 2700 dipendenti, che però “saranno risarciti”, almeno secondo una precisazione di fonte governativa. La clamorosa decisione è del governo guidato da Antonis Samaras e il portavoce dell’esecutivo, Simos Kedikoglou, ha spiegato che la struttura sarà sostituita “da una realtà più moderna e non controllata dallo Stato”. Ma i giornalisti dell’emittente hanno annunciato che continueranno a trasmettere.

I network pubblici, ovunque in genere, come la nostra Rai insegna, hanno organici decisamente fuori misura, frutto spesso di assunzioni inutili e clientelari che comportano la presenza di personale da 3 a 8 volte superiore al necessario. Nel caso della Ept, ha sottolineato Kedikoglou, la chiusura e la conseguente privatizzazione permetterà al governo di Atene di rispettare l’impegno preso con la Troika di ridimensionare gli organici della pubblica amministrazione di 2 mila dipendenti già entro la fine del 2013 e di altri 14mila nel 2014.

tvgreca12Il governo Samaras ribadisce che in Grecia non esistono e non saranno tollerate “realtà intoccabili” proprio nel momento in si chiedono “gravi sacrifici alla popolazione ellenica e dove esistono grandi sacche di opacità e di spreco di denaro pubblico”. Ert, e tutto il mondo, ahimé, è paese, è da sempre un contenitore di personale assunto su indicazione dei partiti politici che da anni detengono il vero potere nel pase. Sembra di assistere a un film di casa nostra e auguriamoci che non si trasformi in trailer a uso e consumo del mercato italiano.

E’ illegale, tuonano i sindacati greci dei dipendenti televisivi, E i dipendenti hanno subito deciso di continuare a tenere accesi i ripetitori, riversandosi in massa nelle sedi e negli studi televisivi. “E’ un colpo di stato – non si stanca di gridare Alexis Tsipras, leader della sinistra radicale di Syriza – e le trasmissioni devono continuare perché il governo non ha il diritto di calare la saracinesca così”.

La clamorosa decisione di Antonis Samaras , contro la quale sono già annunciate proteste, è stata possibile per un decreto che permette al governo iniziative drastiche durante la crisi.

Gianluca Scialanga