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Danimarca: “no” a maggiore integrazione in materia di sicurezza con l’Europa

Danimarca: “no” a maggiore integrazione in materia di sicurezza con l’Europa

Attraverso un referendum la Danimarca ha detto “no” all’adozione delle nuove norme proposte dall’Unione Europea in materia di maggiore integrazione della polizia transfrontaliera. Respinta così la proposta del Governo di centro destra, il quale aveva invitato, invece, a votare per il “si”,  con un 53 % senza repliche,  come ha dovuto ammettere il primo ministro Lars Lokke Rasmussen, aggiungendo di aver “pieno rispetto” per la decisione degli elettori.

Anche una buona parte dell’opposizione, in realtà, si era schierata per una maggiore integrazione della Danimarca nel sistema giuridico e degli affari interni dell’Unione europea bocciata dalla pubblica opinione danese che continua a rimanere “euroscettica” anche in materia di sicurezza nonostante i recenti attentati di Parigi.

A favore del “no” si era espresso, invece, il Partito del Popolo Danese (DPP), la formazione antieuropeista che fa parte dell’attuale esecutivo che governa a Copenaghen.

Secondo gli analisti, il voto sarebbe stato molto influenzato, oltre che dalla naturale ed antica diffidenza della popolazione danese nei confronti della burocrazia di Bruxelles, anche dalle recenti ondate migratorie che hanno coinvolto, come destinazione finale, questo paese del nord Europa, assieme a Germania e Svezia.

Il voto non è stato modificato, dunque, dal rischio che la Danimarca perda l’accesso a Europol, l’Agenzia dell’intelligence europea contro la criminalità. Un problema che, adesso, deve essere affrontato e risolto d’intesa con Bruxelles.