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Dalla scienza le risposte per migliorare la fertilità del suolo

Dalla scienza le risposte per migliorare la fertilità del suolo

Sembra non esserci limite al progresso scientifico, con ambiti di intervento sempre più ampi: l’ultima notizia riguarda il giardinaggio e, più in generale, l’agricoltura e arriva dall’università di Harvard in America, dove un team di ricercatori ha messo a punto una foglia speciale.

Una foglia bionica

Come mostrato nel corso del prestigioso Congresso della Società americana di chimica, gli scienziati guidati da Daniel Nocera hanno inventato un foglia “bionica” che riesce a rendere più fertile il terreno in cui cresce utilizzando allo stesso tempo la luce solare, i batteri del suolo, l’ossigeno e l’acqua. Il primo effetto positivo è nella possibilità di ottenere raccolti più abbondanti e di realizzare e distribuire fertilizzanti che potrebbero essere di grande aiuto per i paesi poveri privi di risorse.

Un processo innovativo

Il funzionamento di questa particolare foglia artificiale è molto semplice: quando viene esposta alla luce solare, infatti, imita le foglie vere e riesce a sintetizzare l’acqua in ossigeno e idrogeno. Grazie alla presenza di un batterio, che consuma l’idrogeno e prende l’anidride carbonica dall’aria, è possibile produrre combustibile liquido e, in definitiva, dar vita a un sistema che produce raccolti di biomasse e combustibili liquidi in abbondanza.

I prossimi obiettivi

Come commentato dal professor Nocera, “i combustibili sono solo il primo passo”: i successivi obiettivi infatti sono la creazione di una piattaforma sintetica di composti chimici rinnovabili e nuove sperimentazioni con altri tipi di batteri, che potrebbero prelevare l’azoto dall’atmosfera per fare fertilizzanti.

Verso raccolti super

I ricercatori americani hanno già ideato un sistema innovativo, in cui i batteri fissano l’ossigeno della foglia artificiale e l’anidride carbonica dell’atmosfera per produrre una bioplastica, conservata al loro interno come carburante. Secondo gli esperti, in questo modo si può mettere il batterio nel suolo, così da estrarre l’azoto dall’aria e usare la bioplastica per produrre ammoniaca per fertilizzare i raccolti. In via teorica, questo processo (testato concretamente ad Harvard) consente di far crescere dei raccolti super: ad esempio, i ravanelli concimati con il fertilizzante ricavato dalla foglia bionica pesavano il 150% in più degli altri.

I metodi naturali

In attesa di conoscere gli sviluppi di questo innovativo progetto, non mancano le alternative per rendere i terreni più fertili, anche con modalità green e sicuramente meno “artificiali”: una delle tendenze più diffuse è quella di instaurare rapporti biologici tra i microrganismi del terreno e i vegetali, che danno vita a relazioni mutualistiche che possono favorire in vari modi la coltura.

La simbiosi tra funghi micorrizici e vegetali

I principali protagonisti di questa azione, come ben spiegato sul blog codiferro.it, sono i funghi micorrizici, piccoli microrganismi del suolo che migliorano la resa di piante agrarie e forestali, anche in caso di terreni difficili e suoli ormai sterili. Grazie al processo di simbiosi, che si chiama micorrize, questi funghi si uniscono alle radici non lignificate delle piante, cui garantiscono vantaggi nutrizionali e fisiologici, favorendo in questo modo la rigenerazione e la salute delle piante anche in casi di stress derivanti da trapianti o altri problemi.

I vantaggi delle micorrize

Più in dettaglio, la cosiddetta simbiosi micorrizica può essere utilizzata in agricoltura convenzionale ma anche nelle più moderne produzioni biologiche, anche perché consente di ridurre l’uso di fertilizzanti chimici. Il primo effetto, non solo visivo, è quello all’impianto radicalico delle piante: grazie ai funghi micorrizici infatti aumentano le dimensioni delle radici, che quindi consentono al vegetale di aumentare la capacità di assorbire nutrienti dal terreno e di diventare più efficiente, necessitando anche di meno acqua per svilupparsi.

Gianluca Bottiglieri