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Cuba- Usa: una stretta di mano Obama Castro per avviare il disgelo

Cuba- Usa: una stretta di mano Obama Castro per avviare il disgelo

Non potevano scegliere un momento più significativo per stringersi la mano, lo scorso anno, il Presidente Obama e Raul Castro presenti al funerale di Mandela, un vero simbolo di pace.

Questa volta, al Vertice delle Americhe, un’altra stretta di mano fra i due, a sottolineare la fine del gelo fra due paesi così diversi ideologicamente e in lotta l’un contro l’altro per più di mezzo secolo. Gli USA, imponendo un durissimo embargo, e Cuba resistendo per tutto questo tempo con l’obiettivo di liberare l’isola dall’imperialismo economico e dal consumismo.

Sono trascorsi 56 anni da quando Fidel Castro scacciò il dittatore Batista appoggiato dagli Stati Uniti che difendeva all’epoca i propri numerosi interessi economici sull’isola. Cuba era divenuta terra di corruzione, malaffare, prostituzione e degrado.

Il presidente Obama, allora, non era nemmeno nato. Lui che è nato nell’agosto 1961, non era ancora nato neppure quando nell’aprile precedente si verificò la prima, grave frattura fra i due paesi con il fallimentare attacco alla baia dei porci da parte degli americani. Il presidente era John F. Kennedy.

Da quella primavera, i rapporti fra Cuba e gli Stati Uniti si sono solo inaspriti, finché la lenta, ma costante diplomazia della Chiesa e la disponibilità di Fidel Castro non hanno portato a quanto è avvenuto oggi: Cuba per
la prima volta presente all’assemblea dei paesi delle Americhe.

Un altro passo che conferma la politica di Obama: tesa più verso la diplomazia che verso la guerra. Ecco perché è stato possibile la sua stretta di mano con Raul Castro che, già prima della sua nascita, era invece con il fratello Fidel e gli altri “rivolucionarios” a combattere gli Usa già più di mezzo secolo fa.

Lucilla Verticchio