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Cresce il clamore su Blatter. Dimessosi per le voci sul suo coinvolgimento nell’inchiesta calciopoli

Cresce il clamore su Blatter. Dimessosi per le voci sul suo coinvolgimento nell’inchiesta calciopoli

Gran parte della stampa americana non ha più dubbi. Anche Sepp Blatter sarebbe sotto osservazione da parte dell’FBI per le vicende che hanno fatto esplodere una settimana fa la calciopoli mondiale. Questa la vera motivazione starebbe alla base della decisione del “padre padrone” del calcio internazionale di mollare.

Alla fine, una mail di troppo costringe Sepp Blatter ad annunciare che lascerà la carica di Presidente della Fifa per la quale ha smosso mare e monti fino alla fine di vedersi riconfermare alla guida della federazione del calcio mondiale per la quinta volta, nonostante sia stato rieletto da poche ore.

Venerdì scorso, infatti, si era fatto rivotare dalle federazioni che gli erano rimaste fedeli nonostante lo scandalo per corruzione che aveva portato all’arresto di numerosi dirigenti e suoi collaboratori, in alcuni casi molto vicini a lui.

Lui aveva buttato tutto in politica ed aveva stentoreamente dichiarato al momento di mettersi in testa la corona di monarca del calcio per il quinto quadriennio: io perdono e non dimentico. Si riferiva a Platini e tutti gli altri che avevano cercato di convincerlo a lasciar perdere. Lui, invece, era stato sordo persino ai continui, velati avvertimenti che giungevano dagli inquirenti americani i quali continuavano a dire e a dirgli che stava per uscire altra documentazione.

Così, è spuntata una mail di troppo che lo ha costretto a gettare la spugna. Per ora in maniera soft, visto che annuncia di lasciare solo a fine 2016, ma gli eventi sono così travolgenti che non è mai detto.

Ebbene, la mail compromettente è quella ricevuta dal braccio destro di Blatter, Jerome Valcke, informato sul versamento di 10 milioni di dollari da parte della Federazione del Sudafrica per ottenere l’organizzazione dei giochi del 2010.

Valcke sembra estraneo a tutto il giro di corruzione su cui stanno indagando le magistrature statunitense e svizzera, le quali continuano a precisare che Blatter non è inquisito, ma resta il fatto che la Fifa ha mentito quando ha dichiarato di essere all’oscuro di tutto ciò che veniva contestato ad una parte dei suoi vertici.