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Contro chiusura Tribunale di Ostia. Si sono dimenticati circa 4000 pazienti con disturbi psichiatrici di Ostia ed Acilia

Contro chiusura Tribunale di Ostia.  Si sono dimenticati circa 4000 pazienti  con disturbi psichiatrici di Ostia ed Acilia

La decisione sulla chiusura della Sezione distaccata del Tribunale di Ostia è guardata con una notevole preoccupazione dai familiari e dagli operatori che seguono i circa 2500 pazienti affetti da gravi patologie psichiatriche come schizofrenia, psicosi bipolari, disturbi di personalità, depressioni maggiori etc. che fanno riferimento al Centro di Salute Mentale di Ostia.

A questo consistente numero di pazienti molto “fragili”, cui spesso le famiglie non riescono per difficoltà’ oggettive a dedicare tutte le cure che sarebbero necessarie,ne vanno aggiunti altri 1500 che fanno riferimento al Centro di Acilia.

La chiusura del Tribunale di Ostia rischia di aggiungere problemi ai problemi già sperimentati quotidianamente da tutti questi pazienti e dalle loro famiglie. Così, l’associazione Cittadinanza Attiva, in concerto con il Dipartimento di salute mentale di Ostia, il Dipartimento di salute mentale di Acilia ed il Decimo Municipio della capitale,hanno preso carta e penna e sottoscritto un documento da inviare a tutte le autorità coinvolte per ricordare loro che la maggior parte dei malati è “titolare di invalidità civile, alcuni con indennità di accompagno, il che testimonia la difficoltà dei pazienti nella gestione autonoma del proprio quotidiano, del patrimonio e della capacità di discriminare eventuali azioni di circonvenzione da parte di terzi”.

Nel documento viene ricordata la forte collaborazione instaurata nel corso degli anni scorsi tra il Centro di Salute Mentale, il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale G.B. Grassi ed il Tribunale di Ostia, “intervenuto nella realizzazione in tempi rapidissimi dell’istituto dell’amministratore di sostegno, che rimane uno dei punti nodali di difesa e tutela dei pazienti amministrati e più in generale di tutti i cittadini clinicamente e socialmente fragili”.
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“E’ con evidente stupore ed allarme che- sostengono i sottoscrittori del documento-viene appresa la notizia del trasferimento del Tribunale di Ostia nella sede di Roma. Per i cittadini/pazienti, per gli operatori della Psichiatria che da molto tempo lavorano in condizioni di depauperamento delle risorse umane, ciò crea un gravissimo nocumento, poiché è di tutta evidenza la difficoltà di raggiungere una sede così lontana sia da parte degli operatori che da quella dei pazienti, molti dei quali presentano nella loro patologia anche un disorientamento spaziale”.

Il documento ricorda come, nel corso degli anni, si sia assistito ad un incremento “esponenziale” delle richieste di amministrazione verifica in un tessuto sociale fortemente compromesso come quello di Ostia, che non permette sempre la soluzione a livello familiare del problema della gestione dell’esistenza quotidiana degli ammalati.

La richiesta, pertanto, e’ quella che il Tribunale di Ostia non venga soppresso“anche in considerazione di una continuità di tutela che per i nostri pazienti costituisce parte integrante del processo di cura”.

G. I.