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Continua la scia di sangue in Egitto Nel mirino degli islamisti i cristiani

Continua la scia di sangue in Egitto  Nel mirino degli islamisti i cristiani

La scia di sangue continua ad arrossare le strade del Cairo e delle altre principali città egiziane. Il numero dei morti aumenta anche perché l’esercito e la polizia non esitano a sparare, da elicotteri e carri armati, dopo che, di fatto, il Governo ha autorizzato l’uso delle armi da fuoco a volontà contro i dimostranti.

Ma il bilancio di vittime, feriti e violenza non lo fanno solamente i seguaci di Morsi. E’ costretto farlo anche la comunità dei Copti d’Egitto e quelle degli altri cristiani costretti ad affrontare tempi molto difficili.
Morsi supporters carry a wounded man during clashes with security forces in Cairo, Egypt
Dopo la cacciata del presidente Mohamed Morsi i Fratelli musulmani hanno assaltato numerose chiese e le case di molti cristiani sono stati bersaglio di numerosi attacchi, a volte organizzati anche sotto gli occhi delle forze di polizia.

“Questa è una punizione collettiva, dice ad “Al-Ahram Weekly”, Suleiman Shafik, che segue le vicende dei copti. “Il fatto è, però, che l’Egitto è la loro casa e copti sono stare. Per la prima volta da decenni stiamo assistendo al fatto che membri dei Fratelli Musulmani sono direttamente coinvolti in attacchi contro i copti.

Precedenti attacchi contro i copti sono stati in linea di massima fatti da altri gruppi islamici, come il Jihad e Al-Jamaa Al-Islamiya. I Fratelli Musulmani non sono più stati direttamente coinvolti in violenze di questo tipo dal 1950 “.

Red