UltimaEdizione.Eu  > 

Commissioni parlamentari: Nitto Palma alla 4 votazione Presidente della “Giustizia del Senato

Commissioni parlamentari:  Nitto Palma alla 4 votazione  Presidente della “Giustizia del Senato

L’ex magistrato eletto senatore nelle file del Pdl è stato eletto Presidente della Commissione Giusizia di Palazzo Madama con 13 voti “pidiellini” e di “Scelta civica”. L’elezione è avvenuta al quarto scrutinio, primo dove era sufficiente ottenere il più alto numero di prefernze e non la maggioranza. Astenuti i rappresentanti del Pd. Scheda bianca anche da parte dei rappresentanti della Lega, una “nulla” e quattro voti sono andati all’esponente del M5S, Mario Michele Giarrusso.

Per le cosiddette “Commissioni di garanzia, la Vigilanza Rai e il Copasir, vale a dire il controllo sui servizi segreti, ancora maretta tra “grillini” e Sel di Nichi Vendola. “Sinistra Ecologia e Libertà” ha infatti rifiutato la proposta del “5 Stelle” che si era offerto di votare come Segretario della Commissione Difesa appunto il deputato di Sinistra e Libertà Michele Piras. Intanto, dal Pd viene la proposta di rinuncia all’indennità di funzione per i parlamentari che fanno parte degli uffici di presidenza di Camera e Senato.

E’ stata così più lunga e dura di quanto preventivato varare il complicato accordo sulle Presidenze delle Commissioni parlamentari di Camera e Senato. I cosiddetti “mal di pancia” dei senatori del Pd in disaccordo sulle intese raggiunte dai vertici sono costati l’impallinamento momentaneo del senatore Francesco Nitto Palma, “bocciato” in tre votazioni. Sono state due intense giornate, dove in più di una occasione si è rischiata la “rottura” tra Pd e Pdl con sinistre conseguenze sull’intera compagine governativa. Tutta all’insegna della difficile composizione del “ puzzle” delle nomine a Montecitorio e Palazzo Madama.

Per il momento, quindi, sono state varate solo le cosiddette “permanenti”. Quelle solitamente affidate a rappresentanti dei partiti che sostengono il Governo e fanno parte della sua maggioranza. E’ finita, quindi, come doveva finire: Pd e Pdl fanno la parte dei leoni. Dentro la maggioranza, a sinistra, i più piccolini si lamentano perché Tabacci, con il suo Centro Democratico e Nencini, per il Psi, non ottengono niente. La Lega ha provato a partecipare al gioco per il fatto di avere un piedino dentro ed un altro fuori. Alla fine, è stata danneggiata proprio dal piedino lasciato fuori dalla maggioranza.

Niente anche per il Sel. Ma, del resto, il partito di Vendola- a proposito, si lascia o non lascia il suo seggio in Parlamento? Forse non vuole fare più il Presidente della Regione Puglia?- ha già ottenuto, prima di ritrovarsi fuori dalla “ grande intesa”, la Presidenza della Camera.

commissioni1L’estesa occupazione delle presidenze delle commissioni è un po’ come l’unguento della nonna sulle ferite aperte dei due principali partiti della coalizione, dopo le nomine ministeriali. Esse sono sempre state il “ refugium peccatorum” per gli esclusi dal Governo. Posti per “ trombati” di lusso, insomma. Il Governo Letta doveva essere, com’è stato, un esecutivo di giovani. La cosa sembra piacere un po’ a tutti, dentro e fuori il Paese.

Piace molto meno ai tradizionali “capi bastone” di Pd e Pdl. Quelli costretti a rinunciare alle poltrone governative sulle quali contano da sempre, dall’alto degli importanti meriti conquistati nel proprio partito.
Se i posti del Governo vanno ai giovani, quelli che contano alla Camera ed al Senato sono tutta roba da spartire tra i “ vecchi”. Così, nomi più o meno illustri saranno d’ora in poi associati alla guida dei lavori parlamentari invece che al taglio ufficiale dei nastri o alle interviste sicure, da prima pagina, su giornali e televisioni.

E’ il prezzo delle “ larghe intese” che, per qualcuno dei nominati, ha corrisposto ad un “fatti più in là” non proprio gradito. Costoro, con tanto di uffici, segreteria ed auto blu, possono aspettare tempi migliori occupando una comoda presidenza al riparo dalla calura o dalla pioggia che sferzano le strade romane, a seconda delle stagioni.

commissioni4 crimiIl Movimento delle Cinque Stelle grida allo scandalo per la possibilità che Ignazio La Russa vada alla Giunta per le autorizzazioni. I seguaci di Grillo mettono le mani avanti. Non si contentano di ottenere solo la presidenza di una delle commissioni speciali, quelle che per tradizione vanno alla minoranza parlamentare.

Su queste commissioni non si è ancora deciso, ma Vito Crimi, capogruppo 5 Stelle al Senato, ritiene opportuno chiarire:” a noi, oltre la Vigilanza Rai, spetta anche il Copasir”. Trattasi della Commissione di controllo sulle attività dei servizi segreti. La guida di queste due commissioni speciali era l’obiettivo verso cui i sostenitori di Grillo hanno mirato già subito dopo il risultato delle urne. Quando Grillo puntava tutto sul fatto che si sarebbe formata una grande, grande coalizione. A patto che in minoranza restassero solo i suoi

Giancarlo Infante