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Catturati i 2 pericolosi evasi in permesso premio. Il ministro Cancellieri esulta: “E’ un regalo di Natale”

Catturati i 2 pericolosi evasi in permesso premio. Il ministro Cancellieri esulta: “E’ un regalo di Natale”

Catturati i due killer evasi approfittando del permesso premio. Il ministro Cancellieri esulta, “evviva evviva , è un regalo di Natale”. Già, perché la duplice evasione avvenuta per di più in concomitanza col decreto “svuota carceri” era stato proprio un “colpo basso” per la responsabile della giustizia. Ora tutto è a posto, quasi come non fosse accaduto nulla. Bartolomeo Gagliano, il serial killer evaso dal carcere di Marassi, a Genova, è stato catturato a Mentone, in Francia. Poco prima di lui era stato fermato anche Pietro Esposito, il sicario della camorra che aveva fatto perdere le tracce il 15 dicembre, approfittando di un permesso d’uscita dal carcere di Pescara. Ore quasi da tregenda per la Cancellieri, costretta a riferire in Parlamento sotto le bordate degli oppositori per dare convincenti spiegazioni sulla duplice evasione legata a un permesso.

“Ho disposto che venga predisposta un’indagine completa conoscitiva – ha detto il ministro Cancellieri – e la circostanza che intendo chiarire subito è che sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova erano a conoscenza dell’intero percorso giudiziario del detenuto”. Ma intanto è stata avviata l’azione disciplinare per il direttore del carcere di Marassi, dove era detenuto il serial killer. Sembra, 1evasi1tuttavia, che l’iniziativa non sia legata all’iter di concessione del permesso premio, ma per le dichiarazioni da lui rese dopo l’evasione attraverso le quali aveva sostenuto di non essere a conoscenza che Bartolomeo Gagliano fosse un pluri omicida ma che si trattasse solo di un rapinatore. “Verità” seccamente smentita dal ministro Cancellieri.

Il ministro ha poi difeso le misure di pena alternative al carcere, in particolare proprio i permessi premio in quanto “strumenti necessari e irrinunciabili per il reinserimento dei detenuti in base all’articolo 27 della Costituzione”. “Servono – ha sostenuto la ministra – a far riprendere ai detenuti i contatti con la famiglia e il territorio per evitare che, una volta scontata la pena, riprendano le condotte per cui erano stati condannati. Anche perché, la percentuale di violazione dei permessi è molto bassa”.

Nel 2010, infatti, a fronte di 19.662 permessi si sono avuti solo 38 casi di mancato rientro, mentre nell’anno precedente su 21.923 permessi i mancati rientri erano stati 48 e nel 2012 sono stati 25.275 permessi con 52 mancati rientri. Analoghi i dati del 2013, di fatto quasi concluso. In sostanza, come ha sottolineato Annamaria Cancellieri, una precentuale addirittura inferiore all’1 per cento.

Beatrice Zamponi