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Caro Sindaco Marino, si ricordi della promessa “cura del ferro” non faccia come Alemanno e Tabacchiera

Caro Sindaco Marino,  si ricordi della promessa “cura del ferro”  non faccia come Alemanno e Tabacchiera

Caro Sindaco Ignazio Maria Marino,
è Ferragosto, Auguri! A Lei e a tutta la sua Giunta. Approfittiamo del giorno di ferie più antico della storia per alcune riflessioni riparati da un ombrellone sulla spiaggia di un Lido di Ostia affollato si, ma non come nei “tempi migliori”. Mobilità e cura del Ferro, caro Sindaco, due bei concetti che interessano assai i romani e quanti, per necessità o per svago, frequentano i numerosi quartieri della Capitale.

Concetti da Lei espressi con martellante vigore nel corso della campagna elettorale che l’ha portata, seppur tra troppe defezioni nella cospicua truppa allo sbando dei votanti, sulla plancia di comando di Roma Capitale.

aaamarino4In questi giorni ha “pedonalizzato”, per così dire il Foro, anche se l’aria è tutta quella di un intervento che definire “a metà” ha dell’eccessivo. Ma che “metà”?, un quarto, o forse anche meno, è la misura giusta. Ma lasciamo stare, prendiamo atto della “Sua buona volontà”. Governar Roma non è certo facile, si sa.

E sulla “cura del ferro” che ci piacerebbe sentire le sue vere intenzioni, soprattutto sulla reale fattibilità di progetti e desideri. Sempre in questi giorni ci siamo non poco allarmati alla notizia del forzato stop dei lavori della linea C della metropolitana. Uno stop che ha visto nientedimeno in campo che gli importanti imprenditori assegnatari dei lavori che son riusciti a portar al loro fianco gli operai, scavalcando persino i fino ad ora ultra potenti sindacati di sinistra.

aaamarino10Tutti reclamano soldi e Lei, giustamente, ha detto si, “ma prima fatemi vedere come stanno le cose, carte alla mano”. Fatemi un po’ vedere cosa hanno combinato quelli che mi hanno preceduto. Saggia risposta, da oculato amministratore che sembra non lasciare niente al caso.

Ma la “cura del ferro” non è solo Metro, ci mancherebbe. E’ soprattutto tram, treni e pure filobus, sebbene di ferro ci sembra che questi ultimi abbiano solo le aste, un tempo “Trolley”, per captar corrente dai fibilari aerei, dove, naturalmente, la Soprintendenza lo permette, dimenticando che fino a alla metà degli anni ’60 tutto il centro di Roma, e non solo, era costellato di fili per l’alimentazione elettrica. I cui “tiranti” sono per di più ancora in bella mostra sulle pareti dei palazzi, anche storici.

Tornando indietro nel tempo, non di tanto, nel 2010, vediamo cosa il suo predecessore Gianni Alemanno annunciava Tabacchieratrionfante ai cittadini con l’autorevole sostegno dell’allora Presidente dell’Atac Massimo Tabacchiera (dall’aprile scorso presidente di Roma servizi per la mobilità con 258 mila euro annui di stipendio, a quanto sembra), che da buon tecnico fornì esaurienti spiegazioni. Lo abbiamo ripreso da un articolo del 23 novembre 2010 che appare sul sito http://www.06blog.it/post/9778/ecco-tutte-le-nuove-linee-tranviarie-del-futuro-a-roma-tram-su-togliatti-colombo-e-ponte-musica (06 Blog – Il magazine romano di BLOGO).

Dopo l’annuncio dell’avvio dei lavori per il prolungamento del tram 8, visto l’esito favorevole del sondaggio on line (Effettivamente realizzato ma per soli 450 metri fino a piazza Venezia e non alla Stazione Termini lungo via Nazionale come da anni strombazzato sin dai tempi di Rutelli e Veltroni, n.d.r.) Tabacchiera annunciò le altre numerose novità:

aaamarino11 scuse tabac“Sono allo studio – disse testualmente – progetti per portare il tram su via Palmiro Togliatti, con mezzi di nuova generazione per i quali si può parlare di metro leggera, e sul “ponte della Musica”. Questa nuova linea, il cui percorso è allo studio, potrebbe passare sul nuovo ponte la cui corsia centrale è vuota proprio in attesa che ci vengano montate sopra, nel prossimo futuro, rotaie da tram. Nei nostri piani, poi, c’è l’intenzione di realizzare cinque anelli concentrici tranviari che riguardano tutta Roma”. Per la cronaca, il tram sul “ponte della Musica” avrebbe dovuto collegare piazza Euclide con piazza Risorgimento. Una novità assoluta, invece, fu quella relativa ad una linea tram sulla via Cristoforo Colombo.

Su quest’ultimo progetto, in realtà, ne Alemanno ne Tabacchiera voller esser più precisi. Anzi, quando Tabacchiera stava accennando qualcosa sul tram della Colombo Alemanno lo stoppò con queste parole: “per ora basta cosi”. Il progetto, comunque, si seppe che prevedeva binari paralleli alla Colombo e poi sull’autostrada Roma-Fiumicino, con fermate sotterranee nel tratto urbano e a livello stradale per tutto il resto della linea. E’avrebbe dovuto, stando alle indicazioni, interamente esser finanziata dai privati ai quali venne l’idea. Di chi si trattasse, non si è mai saputo.

aaamarino20A completare il quadro, infine, si raccontò in quella storica occasione: “c’è’ la linea tranviaria che collegherà la fermata metro A di Anagnina con il quartiere Romanina e l’area di Tor Vergata per concludersi nei pressi di Tor Bella Monaca”. Alemanno non ne parlò quel 22 novembre 2010, ma risulta avesse mostrato in precedenza il progetto all’assemblea pubblica di Tor Vergata con gli abitanti di Tor Bella Monaca, interessati da un progetto enorme di trasformazione urbana.

Caro Sindaco Marino, qualche documento di tanti bei progetti, probabilmente pure pagati a caro prezzo, dovrebbe pur trovarsi in qualche cassetto di un ufficio Atac o del Comune. O già li ha avuti? In ogni caso chieda pure delle linee tranviare progettate e che avrebbero dovute essere pronte già per il Giubileo del 2000, con la 1 (ebbe già il numero!) dal percorso Termini-Nazionale-Venezia-Corso Vittorio-San Pietro-Gregorio VII- piazza Giureconsulti, aaamarino30e quella per turisti verso l’Appia antica. E per carità di patria tralasciamo, per il momento, le vicende filoviarie.

Farà davvero qualcosa subito, caro Sindaco Marino? Non vorrà mica finir come l’Alemanno delle appena passate elezioni, o come il Rutelli “post Veltroni” che ebbe l’ardire di riproporsi a Sindaco dopo quasi 9 anni da dimenticare e sconfitto nel 2008 proprio da Alemanno? Non lo crediamo proprio. Consideri perciò Roma alla stregua di una paziente su cui è impegnato d’urgenza in un delicato intervento “a cuore aperto” e con circolazione, é proprio il caso di dire, extra corporea. Poi, con adeguate cure in “terapia intensiva” la “paziente” potrebbe anche superar la crisi e sopravvivere.

Enrico Massidda