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Caos totale a Palermo. Crocetta sfida il Pd: che mi sfiducino loro, io non la darò vinta ai “poteri forti”

Caos totale a Palermo. Crocetta sfida il Pd: che mi sfiducino loro, io non la darò vinta ai “poteri forti”

La situazione in Sicilia sta diventando sempre più incandescente sulla vicenda di una presunta intercettazione telefonica nel corso della quale sarebbe stato auspicato che l’ex assessore Lucia Borsellino facesse la stessa fine del padre, il giudice Paolo, che fu ucciso dalla mafia esattamente 23 anni fa.

Dopo qualche giorno di riflessione, forte anche della duplice smentita della Procura di Palermo, il Governatore Rosario Crocetta annuncia che non ha alcuna intenzione di dimettersi per colpe che non ha. Se il Pd vuole, minaccia, che provi a sfiduciarlo. Siano loro ad assumersi questa responsabilità perché lui dice di non  avere alcuna intenzione di farsi da parte per darla vinta ai “poteri forti”.

Crocetta si dice molto amareggiato dopo aver visto uomini delle istituzioni, evidente il riferimento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenire in materia senza le adeguate verifiche sui fatti contestati.

Crocetta è durissimo: “qualcuno ha voluto mettere a segno un golpe, volevano determinare le mie dimissioni o il mio suicidio  e trovo assurdo che organi istituzionali abbiano espresso giudizi senza fare le dovute verifiche con la procura. Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana”.

Adesso la patata bollente, anzi bollentissima, passa così al Pd il quale anche dopo le smentite della Procura sulla presenza agli atti di un’intercettazione che invece non risulta, ha continuato a muoversi come se desse per scontato che la pratica Crocetta fosse definitivamente risolta con l’uscita di scena dello scomodo Governatore.

Gravissime le accuse a Crocetta che pare decisamente convinto di essere finito vittima di un vero e proprio complotto con la creazione di falsi dossier rilanciati da organi di stampa vicinissimi ad ambienti del Pd.