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Bruxelles: si cerca un’impiegata italiana scomparsa. Udine blindata per Italia Spagna

Bruxelles: si cerca un’impiegata italiana scomparsa. Udine blindata per Italia Spagna

Patricia Rizzo è un’impiegata italiana presso la Commissione a Bruxelles di cui si sono perse le tracce dopo l’attentato alla metropolitana nel centro della capitale belga. Si teme possa essere lei la nostra connazionale da considerare una delle vittime degli attentati islamisti di due giorni fa.

In Italia sono stati innalzati i livelli di sicurezza come deciso in tutti i paesi europei. Udine, dove si svolgerà l’amichevole di calcio Italia Spagna, è praticamente blindata. Il calcio a livello europeo ha deciso comunque di non modificare i programmi previsti, tra cui lo svolgimento degli Europei di Francia.

Ridda di voci, intanto, su quanti siano i terroristi in fuga dopo l’accertamento del fatto che tutti e tre i giovani immortalati da una telecamera sono gli attentatori suicida, sia dell’aeroporto, sia della stazione della metropolitana.

Confermato che si tratta dei  fratelli Khalid e Ibrahim el-Bakraoui e di Najim Laachraoui. I due fratelli, cittadini belgi,  erano noti alla polizia dopo che avevano compiuto alcune rapine, sono stati ripresi dalle telecamere mentre trasportano le valige in aeroporto con una terza persona che adesso è ricercata.

La Turchia ha reso noto che Ibrahim era stato arrestato come solo sospettato dalla polizia turca e consegnato a quella belga. I belgi smentiscono e sostengono che la il giovane venne, in realtà, consegnato alle autorità olandesi da cui fu quasi subito messo in libertà perché a suo carico non risultò niente, anche se le autorità di Bruxelles sostengono che con il fratello era già ritenuto autore di alcune rapine a mano armata. Un bell’esempio di collaborazione tra gli inquirenti di due paesi europei confinanti.

La foto diffusa dalla polizia belga mostra che i due fratelli indossano un guanto nella loro mano sinistra probabilmente, per nascondere il comando con cui si faranno esplodere dopo qualche minuto in mezzo alla folla dei passeggeri assiepati nell’aerostazione.

Khalid el-Bakraoui avrebbe affittato sotto falso nome  l’appartamento  in cui si nascondevano nella zona della capitale belga dove la polizia ha ucciso un uomo armato la scorsa settimana.

24 ore dopo, dopo la strage degli attentatori suicida che hanno lasciato per terra 34 morti e oltre 230 feriti, Bruxelles si ritrova impaurita e sconvolta, con l’aeroporto che resta chiuso e con le strade in stato di assedio.

Intanto il Dipartimento di Stato Usa invita gli americani a non recarsi in Europa perché è considerato alto il rischio che i terroristi islamisti possano colpire nuovamente.

L’Isis ha rivendicato la responsabilità per il sangue versato nella capitale belga. Gli islamisti hanno comunicato, infatti, di essere loro i responsabili della giornata di sangue e paura fatta vivere al Belgio.

Il bilancio delle tre bombe fatte esplodere, due all’aeroporto di Zaventem e l’altra in piena città, nella stazione della metro di Maalbeek, è pesante  e fa immediatamente collegare l’assalto a Bruxelles a quello dello scorso novembre di Parigi. Anch’esso condotto da terroristi in molti casi nati e cresciuti in Belgio.

Il governo belga continua a mantenere lo stato di massima allerta con un grado di allerta, di livello quattro su quattro. Proclamato il lutto nazionale per tre giorni.

attentatori bruxelles

In atto una nuova, vera e propria caccia all’uomo dopo quella, durata quattro mesi, che ha portato cinque giorni fa all’arresto di Salah Abdeslam che faceva parte del commando intervenuto a Parigi. La polizia vuole capire adesso se i nuovi attentati siano stati organizzati anche da lui o sia opera di una diversa cellula terroristica.

Le autorità stanno cercando il particolare il terzo giovane ripreso in compagnia con i due fratelli el-Bakraoui.