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Brutto schiaffo della Presidente brasiliana ad Obama: no incontro! Mi hai fatto spiare

Brutto schiaffo della Presidente brasiliana ad Obama: no incontro! Mi hai fatto spiare

Clamoroso rifiuto della Presidente brasiliana Dilma Rousseff: non si recherà in visita ufficiale a Washington per incontrare Barack Obama. Un brutto schiaffo diplomatico agli Stati Uniti per marcare con forza l’indignazione suscitata dalle rivelazioni sull’attività di spionaggio della Nsa- l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale- statunitense. Ha controllato persino le telefonate e le e- mail della Presidente brasiliana, le comunicazioni dei suoi collaboratori oltre che quelle della principale società petrolifera brasiliana, la Petrobras.

Il caso Snowden, insomma, si arricchisce di uno dei tanti, clamorosi tasselli che compongono il quadro della più grande azione di spionaggio al mondo condotta in collaborazione tra agenzie degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Tutto nasce dalla crisi di coscienza di Edward Snowden che ha raccontato molto e consegnato una mole sterminata d’informazione al “The Guardian” di Londra prima di fuggire a Hong Kong e poi in Russia, dove si trova ancora nascosto.

Nonostante le insistenze di Obama, la Presidente brasiliana non ha inteso ragioni ed ha annullato il viaggio previsto per il prossimo 23 Ottobre. Ha fatto dichiarare al proprio ufficio che è mancata “una tempestiva indagine” e che la “questione non è stata risolta in maniera adeguata”. E’ evidente come Dilma Rousseff sia fortemente irritata e per niente sicura sul fatto che l’opera di spionaggio a danno suo e del Brasile sia stata interrotta.

Obama -Dilma Rousseff

Obama -Dilma Rousseff


Il Presidente americano su questa vicenda sta rischiando completamente l’immagine di leader democratico e rispettoso dei diritti della persona. Ha dovuto prendere atto della decisione della Dilma Rousseff e dichiarare ancora una volta d’impegnarsi affinché il problema sia risolto. Senza precisare il come e il quando.

In un comunicato, infatti, la Casa Bianca ricorda che Obama ha promesso dir ridisegnare completamente ruolo e funzione delle agenzie della sicurezza Usa, ma la cosa richiederà alcuni mesi.

Questo con la Dilma Rousseff non costituisce l’unico caso di imbarazzo a livello internazionale del Presidente Usa per la questione spionaggio.

Il primo é stato quello vissuto con il neo presidente cinese Xi Jinping nello storico incontro dei primi di Giugno a Santa Monica, in California. Preparato a lungo doveva toccare argomenti spinosi come quello della cosiddetta “cybersicurezza”.

I giornali statunitensi si preparavano a diffondere la ramanzina di Obama rivolta all’interlocutore di Pechino per il presunto spionaggio su Internet di hacker cinesi ai danni di enti ed agenzie, pubbliche e private, degli Stati Uniti. Qualche giornalista lamentava addirittura il fatto che si tentava di penetrare la sicurezza delle agenzie Usa preposte alla sicurezza nazionale.

Obama -  Xi Jinping

Obama – Xi Jinping


Sfortuna volle che pochissime ore prima del “summit” esplodesse la prima delle tante mine disseminate dal giovane Snowden, ex collaboratore della Cia, intenzionato a rivelare al mondo come stavano effettivamente le cose. Sono gli americani a spiare tutti gli altri.

Non eravamo presenti, ma immaginiamo che un Obama preso di contropiede abbia vissuto momenti un pò imbarazzanti affrontando la questione con l’omologo cinese in quel contesto.

Edward Snowden, però, non si é fermato. Quello era solo il primo assaggio. Ha cominciato a rivelare che persino le delegazioni dei paesi alleati degli americani sono sistematicamente spiate nel corso della partecipazione agli incontri internazionali dei capi di Stato organizzati a livello di G8, di G20 e di tutti gli altri “G” possibili immaginabili.

La reazione più animata é venuta dalla Germania. Berlino si é mossa anche a livello di Unione europea in maniera particolarmente risentita nei confronti delle autorità britanniche.

Raffineria Brasile

Raffineria Brasile


Adesso arriva la grana brasiliana con il rischio di bloccare per un pò lo sviluppo delle relazioni tra i due paesi e, in particolare, alcuni progetti di collaborazione che gli Stati Uniti vorrebbero avviare con il Brasile in materia di esplorazioni petrolifere e vendita di aerei combattimento.

Il caso Snowden si rivela ogni giorno di più fonte di imbarazzo per la Nsa e l’amministrazione Obama. Vi sono alla base dell’opera di spionaggio indiscriminato, condotta a danno anche di semplici cittadini di tutto il mondo, gravi dubbi persino negli Usa sulla legittimità legale oltre che sulla “lealtà” con cui è organizzata con la giustificazione che si tratti di lotta al terrorismo internazionale.

I dati emersi finora non confermano pienamente queste giustificazioni mentre aumentano i dubbi che, una discreta parte dell’attività di controllo, sia finalizzata anche a conoscere i dettagli riservati di aziende pubbliche e private degli altri paesi, compreso quelli amici, per portare un indebito vantaggio all’economia statunitense e a quella britannica.

John De Giorgi