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Brexit: chiesto nuovo referendum su Ue. Scozia vuole andarsene

Brexit: chiesto nuovo referendum su Ue. Scozia vuole andarsene

I britannici che volevano restare nell’Unione europea non hanno perso tempo ed hanno subito organizzato una raccolta di firme sotto una petizione che chiede un nuovo referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Europa che deve, però, vedere l’affluenza superiore al 75 % dei votanti e registrare la vittoria del si o del no non inferiore al 60 %.

La presentazione della petizione nasce sulla base del fatto che qualunque richiesta del genere firmata da almeno 100 mila cittadini deve essere discussa in Parlamento.

In queste stesse ore sta montando la richiesta degli scozzesi e degli irlandesi del Nord Irlanda di ottenere l’indipendenza e poter rimanere nell’Unione europea e  il governo locale della Scozia si dice pronto ad avviare al riguardo trattative con Bruxelles.

Da Bruxelles, intanto, arrivano inviti sempre più pressanti affinché il Regno Unito formalizzi la propria decisione, in modo che scattino il prima possibile i due anni previsti dal trattato per la definizione degli accordi di fuoriuscita, cui comunque non è prevista la partecipazione alla discussione dei britannici.

Lord Hill, il componente britannico della Commissione di Bruxelles ha annunciato l’intenzione di lasciare il suo posto di responsabile degli affari finanziari dopo il voto  dei suoi connazionali per il quale lui aveva invitato a votare di no.

Per discutere la situazione si sono incontrati i rappresentanti dei paesi fondatori della Comunità, tra cui l’Italia per definire una linea comune per reagire alla imprevista situazione che si è creata.

La Brexit, intanto,  ha fatto comunque la prima vittima. David Cameron ha annunciato che si dimetterà da Primo ministro quando il congresso del Partito Conservatore terrà il suo congresso e lo sostituirà anche dalla guida del Governo perché lui lascia il campo dopo la bruciante sconfitta subita nel referendum sull’uscita dall’Unione Europea.

Un referendum che aveva voluto lui con il convincimento che poi sarebbe riuscito a far vincere il no sulla base delle trattative fatte con Bruxelles.

Adesso, ci dovranno essere altre trattative. Quelle per concordare l’uscita dall’Europa del Regno Unito che si riveleranno lunghe e complesse e, forse, destinate a disilludere anche i britannici sulla scelta fatta.

Il Regno Unito, comunque, ha detto che vuole uscire dall’Unione europea. La differenza tra i si ed i no, quando sono stati scrutinati i tre quarti delle schede del referendum appositamente organizzato, è del 51,8 % al 48,2. Immediate le conseguenze sul piano economico.

La sterlina crolla del 10 % rispetto al dollaro e perde anche rispetto all’Euro. Così come crollano le borse asiatiche. Quella di Tokyo ha perso fino all’ 8%. L’oro, invece, fa un balzo verso l’alto.

La vittoria dei si, che potrebbe mettere fortemente in crisi il governo conservatore di David Cameron, è stata resa possibile dalla valanga dei voti provenienti soprattutto dalla vecchia Inghilterra, mentre i no hanno trionfato in Scozia e in Irlanda del nord, oltre che in altre zone delle zone centro settentrionali della Gran Bretagna.

I votanti sono stati molti più di quanti non partecipano tradizionalmente alle normali elezioni politiche ed amministrative facendo toccare una partecipazione al voto di circa il 72 %.

Adesso, si dovranno vedere le reazioni politiche per una decisione popolare che avrà sicuramente pesanti conseguenze su alcuni aspetti della vita quotidiana dei britannici che, secondo alcuni analisti, avranno di che pentirsi per il voto espresso nelle ultime ore.