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Berlusconi smentisce Libero: Non ti ho dichiarato che andrò in carcere

Berlusconi smentisce Libero:  Non ti ho dichiarato che andrò in carcere

“ Vado in carcere”. No! Non ho concesso l’intervista che mi attribuisce questa frase. Arriva Libero in edicola e gli uomini di Berlusconi smentiscono. Forse, neppure i suoi più bravi strateghi di sostegno sanno qual è la linea migliore da tenere nelle ore frenetiche dell’ultima attesa. Poco più di 24 ore e, poi, per Silvio Berlusconi sarà il giorno più lungo. Un’intera vita, soprattutto quella politica, rischia di giungere al tracollo a seconda se la Cassazione dice un si o un no. Cioè, se accetterà il ricorso del più volte Presidente del Consiglio e capo del centro destra italiano per vent’anni.

“Non farò l’esule. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi settantotto anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano, se si assumono questa responsabilità, andrò in carcere”. Questo è quanto il quotidiano di Belpietro gli ha messo in bocca. Secondo i portavoce di Berlusconi si è trattato di una libera interpretazione di un colloquio. Una chiacchierata tra amici, insomma, uno sfogo e non un’intervista ragionata e con il crisma dell’ufficialità.
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Eppure, i soliti polemici fanno notare che l’intervista è stata collocata sulla pagina Facebook di Silvio Berlusconi e rilanciata sia sul sito ufficiale del Pdl sia su Twitter. Probabilmente sono intervenuti i legali, tra cui il professor Coppi, che possono aver fatto notare l’inopportunità di una presa di posizione che, in ogni caso, può sembrare una pressione sui magistrati della Corte di Cassazione.

Il punto vero che riguarda questa sentenza non è comunque la pena da scontare, come fa intendere in controluce anche Berlusconi. Il punto derimente di questa sentenza, nel contesto del momento politico che vive lui, il Pdl e l’intero Paese è semmai la questione della pena accessoria dei cinque anni di interdizione dei pubblici uffici che farebbe decadere immediatamente Berlusconi dal seggio del Senato. La cosa lo costringerebbe a rimodulare tanti dei progetti a cui sta lavorando. A partire dalla rifondazione di Forza Italia.

Il Pdl, da un lato innalza già le barricate nel caso giungesse un esito negativo. Dall’altro fa sapere che il Governo Letta non subirebbe alcun contraccolpo negativo da una eventuale conferma della sentenza di condanna.

Red