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Berlusconi e i “diritti tv”: due anni di interdizione dai pubblici uffici decisi dalla terza Corte d’Appello di Milano

“Processo accessorio” per i diritti tv: ridotta a due anni l’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi. La pena accessoria inflitta a margine dei 4 anni di reclusione appunto per il reato di maggiorazione nella compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset inflitti con sentenza definitiva dalla Cassazione il 1 agosto scorso che aveva invece disposto il rinvio ad altro collegio giudicante di ridurre i 5 anni di interdizione decisi nel processo di appello, è stata così riconsiderata, come da indicazione dei supremi giudici, dai magistrati della terza Corte d’Appello di Milano, accogliendo la richiesta del Pg Laura Bertolè. I difensori del Cavaliere, per bocca dell’avvocato Niccolò Ghedini, hanno annunciato, come prevedibile, un nuovo ricorso in Cassazione. Il Professor Franco Coppi non era invece presente alla lettura del dispositivo.

La richiesta della difesa era stata di ridurre a un solo anno il periodo di interdizione. Il deposito in cancelleria delle motivazioni di questa sentenza è atteso entro 15 giorni. Solo allora Berlusconi potrà presentare il nuovo ricorso in Cassazione.

Red