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Berlino: confermata la morte della nostra connazionale. Continuano le ricerche del responsabile

Berlino: confermata la morte della nostra connazionale. Continuano le ricerche del responsabile

Confermata a Berlino, che tra le vittime della strage provocata con un camion finito sulle bancarelle natalizie. Si è così concretizzato il timore che Fabrizia Di Lorenzo, di cui  gli inquirenti avevano trovato il  telefonino sul luogo della strage fosse una dei 12 morti. Per averne la certezza si sono dovuti attendere tre giorni, nel corso dei quali si sono effettuati gli esami del Dna resi possibile dalla presenza dei suoi parenti  a Berlino dove si sono recati immediatamente.

Fabrizia Di Lorenzo

Fabrizia Di Lorenzo

La Di Lorenzo , nata 31 anni fa a Sulmona, era a Berlino per lavoro da alcuni anni. Era impiegata in una ditta di trasporti.

La conferma che uno dei corpi ritrovate fosse proprio il suo è stata data al Ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano, dalle autorità tedesche.

Continua, intanto, la gigantesca caccia all’uomo  in corso in tutti gli stati europei aderenti al tratto di Schengen, dopo che i magistrati tedeschi hanno identificato un giovane sospetto, di origini tunisine, presunto autore dell’ attacco alle persone presenti in un mercato natalizio nella capitale della Germania, su cui si è gettato con un pesante camion provocando anche il ferimento di altre 48.

Il ricercato  è il tunisino nominato come Anis Amri, nato nel 1992. Ad avvalorare  i sospetti su di lui è stato il ritrovamento del suo permesso di soggiorno nella cabina del camion.

Altra foto di Asis A

Altra foto di Asis A

Il giovane era stato già stato segnalato dalla polizia antiterrorismo lo scorso mese di novembre e a suo carico sarebbe stato deciso un provvedimento di espulsione che avrebbe dovuto essere effettuato nel prossimo mese di  giugno.

Secondo gli inquirenti, l’uomo potrebbe essersi ferito nel corso di una colluttazione con il camionista polacco  trovato ucciso nella cabina del mezzo pesante.

Anis Amri è stato quattro anni nelle carceri italiane dopo aver partecipato ad appiccare l’incendio del centro di accoglienza di Lampedusa nel 2011. Dopo di che si sarebbe recato in Germania nel 2015, dove ha fatto domanda di asilo ottenendo un permesso temporaneo di soggiorno cui è seguita la proposta di espulsione.

 

La polizia di Berlino ha nelle ultime ore provveduto al rilascio anche di quattro altri sospetti dopo che è stata scagionata la persona arrestata subito dopo il presunto attentato, un pakistano accettato in Germania come rifugiato un anno fa.

Il camion della strage

Il camion della strage