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Belsito: tutti i dirigenti della Lega prendevano soldi. Quasi tutti i finanziamenti per la Lega erano “in nero”

Belsito: tutti i dirigenti della Lega prendevano soldi. Quasi tutti i finanziamenti per la Lega erano “in nero”

Come se ancora ce ne fosse stato ancora bisogno! Ci pensa Francesco Belsito,  già tesoriere della Lega, espulso non appena esplose lo scandalo che costrinse Umberto Bossi a dimettersi, a menare fendenti contro  il proprio partito. Quella Lega che si  caratterizzò  a suo tempo proprio prsentandosi come un simbolo contro la politica “corrotta” e maneggiona di Roma. L’immagine che dipinge Belsito, invece,  è quella di una vera e propria “greppia” cui un po’ tutti i dirigenti leghisti attingevano a piene mani.

Belsito sostiene che quasi tutti i fondi della Lega erano frutto di finanziamenti in nero e parla dei rapporti di alcuni esponenti leghisti con nomi altisonanti del sistema bancario ed imprenditoriale italiano.

«Il nero che gli imprenditori versavano — mette a verbale l’ex tesoriere leghista — veniva utilizzato a volte per la campagna elettorale dagli esponenti politici e veniva gestito senza passare dalle casse del partito. Ricordo che Bonomi, in quota Lega alla Sea, diede in contanti 20 mila euro a Salvini. Salvini, per sanare i suoi obblighi verso la Lega, intendeva girare al partito questa somma, cosa che non mi risulta sia avvenuta».

Oltre che il neosegretario Salvini, Belsito cita anche il Governatore del Veneto Zaia ed il sindaco di Verona, Tosi sostenendo che fossero informati sul versamento al partito di alcune somma da parte di imprenditori.

Tutte le persone citate da Belsito nei verbali d’interrogatorio hanno smentito.

RomaSettRed