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Atleti drogati: Russia nega, ma rimuove il capo del laboratorio dell’antidoping

Atleti drogati: Russia nega, ma rimuove il capo del laboratorio dell’antidoping

Se l’attacco dell’Agenzia mondiale antidoping, Wada, al sistema sportivo russo è molto duro, la risposta di Mosca non si è fatta attendere, anche se è stata subito decisa la destituzione di Grigory Rodchenkov, il direttore del laboratorio di Mosca accreditato con l’agenzia antidoping, preso di mira dalle accuse di taroccamento delle analisi avanzate dalla Wada.

La notizia è stata resa nota dal ministro dello sport russo Vitaly Mutko il quale ha comunque negato che esista un sistematico uso di droga da parte degli atleti e delle atlete russe. Il Presidente Vladimir Putin ha intanto deciso di riunire tutti i responsabili delle federazioni sportive del Paese per parlare della partecipazione ai Giochi di Rio. Una indiretta risposta alla Wada che ha chiesto la non ammissione degli atleti e le atlete russe alle gare di atletica previste alle Olimpiadi.

Tutto nasce con la pubblicazione da parte dell’Agenzia mondiale antidoping di una relazione con la quale si paragona l’uso di droga tra gli sportivi russi al sistema organizzato nel passato dallo stato della Germania Est che utilizzava sistematicamente il doping per far trionfare i propri atleti ed atlete nelle competizioni internazionali.

Le autorità sportive russe hanno reagito molto polemicamente alla pubblicazione del rapporto ed hanno assicurato che non accetteranno tanto facilmente l’ipotesi di una esclusione dei propri atleti. In ogni caso, sfidano gli autori del rapporto a pubblicare le prove che eventuali casi di doping siano di addebitare alle autorità invece che ai singoli atleti dopati.