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Assessore alla Regione Abruzzi assume la segretaria ed ottiene prestazioni sessuali settimanali in cambio

Assessore alla Regione Abruzzi assume la segretaria ed ottiene prestazioni sessuali settimanali in cambio

Gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Pescara sono rimasti letteralmente basiti quando: un mese fa in un piccolo paese della Provincia di Chieti hanno bussato alla casa della segretaria dell’assessore alla cultura della provincia di Pescara, Luigi De Fanis, medico di 53 anni, eletto nelle file del Pdl, per notificarle un ordine di arresto con l’accusa di essere complice dell’uomo politico nella richiesta di tangenti a piccoli operatori culturali.

A terra nei pressi dell’ingresso hanno trovato, strappato in mille pezzi,  un contratto regolare tra la donna e l’assessore. Gli agenti raccolti i pezzi della scrittura hanno inpiegato alcuni giorni per ricostruirla e valutarla. E la conferma è venuta nell’interrogatorio al quale la donna è stata sottoposta dal PM Giuseppe Bellelli. Lo scritto non era che un contratto stipulato tra la donna e l’assessore.

Poche parole con le quali si prometteva l’incarico di segretaria particolare, al modico compenso di tremila euro al mese,  in cambio di prestazioni sessuali, almeno quattro il mese. Una proposta alla quale la donna che, al momento della firma del documento, guadagnava solo 1.200 euro il mese, non ha saputo dire di no.

“ In quel momento -ha detto la donna tra le lacrime agli inquirenti-avevo un lavoro a tempo indeterminato nella sanità.  Mi trovavo in una particolare situazione di disagio, date le condizioni di salute di mia madre, e le condizioni proposte dall’assessore e mi consentivano di avere più tempo libero a disposizione per gestire la mia situazione perché dovevo lavorare solo tre giorni la settimana .Devo aggiungere che non ho mai partecipato alle sue campagne elettorali e di non essere iscritta al Pdl. Ho la tessera del PD”.

regione abruzzo sede

Poi,  l’ammissione di aver ottemperato alle condizioni poste dal contratto. Uno spaccato allucinante circa il funzionamento degli uffici regionali dove gli impiegati erano usi a timbrare per uscire per il disbrigo di faccende personali. Tra le accuse mosse, alla donna, anche quella di aver fatto uso fatto uso dell’auto blu insieme all’assessore, anche lui in stato di arresto, per recarsi a Roma.

Ancora una storia di mala politica che evidenzia la facilità di gestione dei soldi e della cosa pubblica.

Beatrice Zamponi