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Artico: la Shell avvia le perforazioni tra ostilità degli ambientalisti e scetticismo degli economisti

Artico: la Shell avvia le perforazioni tra ostilità degli ambientalisti e scetticismo degli economisti

Nonostante le polemiche che hanno coinvolto tutti gli Stati Uniti e diverse imponenti manifestazioni contrarie da parte degli ambientalisti, la Shell è stata autorizzata dal Governo americano ad iniziare la propria campagna di trivellazioni nell’Artico.

Una flotta di trenta navi ha lasciato Dutch Harbor in Alaska verso le regioni più a nord per partecipare alla prima attività di perforazione che riguarderà due pozzi esplorativi iniziali.

La Shell ha investito nell’operazione circa 7 miliardi di dollari perché la società è convinta di trovare nella regione enormi quantità di petrolio visto che secondo gli esperti, nell’Artico, dovrebbe trovarsi oltre il 20 % delle risorse di petrolio e gas che si ritiene siano ancora da scoprire nel mondo.

Se, però, le prime esplorazioni dovessero avere esito negativo la compagnia petrolifera abbandonerà definitivamente il progetto.

Gli ambientalisti hanno cercato in tutti i modi di bloccare le trivellazioni ritenute molto pericolose per l’ambiente, soprattutto dopo che una grande piattaforma di perforazione s’incagliò due anni fa lungo le coste dell’Alaska.

Gli economisti, invece, si chiedono se permanendo il prezzo del petrolio ai livelli attuali, l’investimento della multinazionale anglo-olandese sia giustificato.