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Arriva il momento della verità nel Pdl. Incontro Berlusconi Alfano. Poi, riunione dei gruppi parlamentari. Letta va direttamente in Parlamento

Arriva il momento della verità nel Pdl. Incontro Berlusconi Alfano. Poi, riunione dei gruppi parlamentari. Letta va direttamente in Parlamento

Faccia a faccia tra Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano prima che i gruppi parlamentari del Pdl si riuniscano per affrontare la più grave crisi mai vissuta dal partito del Centro destra. Sarà un confronto duro perché le divaricazioni interne sono arrivate a lambire il punto del non ritorno.

Le dichiarazioni diffuse nel corso della domenica “più lunga” nell’esperienza politica di Berlusconi hanno chiaramente fatto emergere la spaccatura netta esistente nel Pdl. Proprio alla vigilia del dibattito parlamentare sul futuro del Governo di Enrico Letta.

Vi sono “gli estremisti” ed i “diversamente berlusconiani”. In poche parole, coloro che sostengono la guerra ad oltranza e quelli, invece, pronti a dire “bye- bye” ad una Forza Italia rimproverata di non essere più il partito liberale e moderato sceso in campo nel 1994.

Il confronto con Alfano, che proprio Berlusconi ha voluto Segretario del Pdl, Vice Presidente del Consiglio, Ministro dell’Interno e capo delegazione del Pdl nel Governo di Enrico Letta, si è reso necessario dopo l’arrivo al pettine dei nodi emersi con il “pasticcio” di annunciare le dimissioni di tutti i parlamentari berlusconiani e la scelta improvvisa di far lasciare il Governo alla pattuglia dei ministri guidati da Alfano.

Decisione, quest’ultima, assunta solo sulla base di una ristretta riunione tenuta da Berlusconi con pochi intimi. Non sono stati convocati neppure lo stesso Alfano ed i due capigruppo Renato Schifani e Renato Brunetta.
lorenzin lupi quagliariello
Una discreta pattuglia di notabili del partito, anche se si sono esposti, al momento, solo Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi, ha detto basta. Non si può consegnare il partito in mano agli “estremisti”.

Del resto, questa spaccatura non è nata oggi. Si perde un po’ anche nell’altalenante atteggiamento di Silvio Berlusconi degli ultimi tempi. sempre combattuto tra l’affrontare le sue vicende personali con la tentazione di trovare un accordo, oppure, di gettare per aria l’intero tavolo da gioco.

Domenica 29 Settembre, proprio nel giorno del compleanno del leader supremo, è emersa nitida la conferma che la maggioranza del partito non vuole colpi di testa e salti nel buio. Non vuole che la rinata Forza Italia finisca per essere guidata dai più oltranzisti. Rinchiudersi nel ”bunker” non serve a niente, questo il messaggio dei più.

Al leader del Pdl è, così, giunto un messaggio terribile: basta con questa guerra portata alle estreme conseguenze che non è capita dai nostri elettori.
berlusconi e i suoi senato
Terribile si sta rivelando anche il silenzio di tanti maggiorenti del partito e da tanta gente più giovane. Matura la certezza che se non si costruisce un Centro destra realmente moderato, si apriranno decenni di successi per uomini come Enrico Letta, Matteo Renzi e, forse addirittura, come Beppe Grillo.

La situazione é precipitata in coincidenza con il lungo incontro di Giorgio Napolitano con Enrico Letta ed aggravata dalla decisione che ne é scaturita: si va in Parlamento per costringere Silvio Berlusconi a ribadire nelle sedi istituzionali la volontà di far mancare la maggioranza di un Governo che pure lui ha sempre detto di aver voluto con decisione. In un momento cruciale per la vita economica del Paese.

Enrico Letta, dal Quirinale, è dunque sceso a Palazzo Chigi per dire chiaro e tondo una cosa molto semplice: io vado in Parlamento a chiedere la fiducia.

Letta, apparso molto tranquillo e fiducioso, dopo aver ricordato le molte cose fatte dal suo esecutivo, ha garantito che lui non cercherà alcun singolo parlamentare per chiedergli il voto sulla base di “tradimenti” o di scambi di bassa lega.
letta alfano
Intende raccontare le cose fatte e chiedere ad ognuno di assumersi le proprie responsabilità. Poi si tireranno le somme. Mercoledì, a quadro delineato in maniera più chiara, interverrà e si saprà come intenderà andare avanti.

Giancarlo Infante