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Quattro arresti a l’Aquila. Tangenti pagate persino per le prime opere d’emergenza dopo il terremoto

Quattro arresti a l’Aquila. Tangenti pagate persino per le prime opere d’emergenza dopo il terremoto

La Polizia di Stato ha eseguito arresti e numerose perquisizioni a L’Aquila e  provincia per una nuova inchiesta sul dopo terremoto che ha al centro tangenti pagate per gli appalti della ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

4 sarebbero gli arrestati. Si tratterebbe di ex assessori e funzionari pubblici aquilani ritenuti responsabili, con imprenditori, tecnici e faccendieri, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica, appropriazione indebita.

Le indagini, avrebbero rivelato che anche le opere dell’immediata ricostruzione non sono state al riparo di fenomeni di corruzione, visto che si intende fare luce anche su circa 500 mila euro di mazzette pagate per la realizzazione dei primi moduli abitativi provvisori costruiti a l’Aquila già a partire dal Settembre 2009 e per l’aggiudicazione di appalti relativi a lavori di messa in sicurezza di edifici danneggiati dal sisma del 2009 (tra cui Palazzo Carli, sede dell’Università di L’Aquila).

Alcuni indagati sono accusati, inoltre, di appropriazione indebita della somma di 1 milione e 268 mila euro relativa al pagamento di alcuni dei  lavori effettuati nel periodo settembre 2009  luglio 2011.

RomaSettRed