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Arrestati il prefetto Francesco La Motta e l’ex banchiere Beherend per ammanchi nei fondi del Viminale.

Arrestati il prefetto Francesco La Motta e l’ex banchiere Beherend per ammanchi nei fondi del Viminale.

Le accuse sono di peculato e falso ideologico. Altre due ordinanze di custodia in carcere sono state notificate ai broker Edoardo Tartaglia e Rocco Zullino, già arrestati dalla procura di Napoli. La vicenda riguarda i soldi sottratti dalle casse del Ministero dell’Interno attraverso il Fec (fondo per gli edifici di culto attraverso il quale il ministero gestisce un enorme patrimonio artistico). Le indagini hanno accertato che, grazie a La Motta, direttore del Fec dal 2003 al 2006, sarebbero spariti nel nulla circa 10 milioni di euro, transitati su conti svizzeri. Risulta inoltre che il Prefetto avrebbe affidato l’investimento a Zullino, collaboratore di Tartaglia, a sua volta parente di La Motta.

1111111111aaaaaLa posizione dell’ex banchiere Klaus George Beherend sarebbe invece quella di redattore del piano di investimenti di queste risorse, affidato poi a Tartaglia. Parallelamente La Motta si trova indagato anche in un’inchiesta condotta dalla Direzione antimafia della Procura di Napoli per associazione per delinquere e rivelazione di segreto di ufficio, sulla base di dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Secondo un pentito, La Motta avrebbe garantito coperture a imprenditori, fornito informazioni su indagini in corso e cercato di evitare l’apertura di nuove inchieste manipolando le assegnazioni dei Procuratori ai fascicoli. L’indagine riguarda inoltre l’attività di riciclaggio del clan Polverino, una potente organizzazione camorristica attiva nell’hinterland settentrionale di Napoli.

Red