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Antenne: a Roma molti movimenti e comitati si oppongono perché spuntano come funghi

Antenne: a Roma molti movimenti e comitati si oppongono perché spuntano come funghi

Chissà quanti abitanti del quartiere Tor Sapienza sono a conoscenza che il Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di Roma Capitale ha ricevuto una richiesta di installazione di una nuova stazione radio base. Per l’esattezza, un gestore di telefonia mobile, come riportato nel sito internet del Comune di Roma, nella sezione relativa al IV Municipio, “ha richiesto l’installazione di traliccio di supporto antenne per la Stazione Radio Base sita in via di Tor Cervara 282”.

Sul sito web del Comune viene poi indicata la data del 25 ottobre 2015 come “termine di formazione del silenzio assenso ai sensi dell’Art. 11 della Delibera Assemblea Capitolina n. 26 del 14/05/2015”, entro la quale “è possibile far pervenire comunicazioni di eventuali opposizioni /osservazioni” agli uffici del Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica (U.O. Procedimenti Edilizi Speciali –  Servizio III Stazioni Radio Base – Telefonia Mobile) e del IV Municipio (U.O.T. Servizio III).

Sicuramente è a conoscenza della notizia il Comitato di quartiere di Tor Sapienza, che ha diffuso un comunicato in cui si denuncia che “siamo circondati da antenne telefoniche e non solo da quelle vicino l’istituto delle suore a quelle installate sulla torre di via Collatina a quelle su l’ex Voxon per non parlare poi di quelle delle Ferrovie che sono tra le più pericolose”. Nello stesso comunicato si legge che “come sempre quando c’è qualcosa di brutto da posizionare, Tor Sapienza è al centro dell’attenzione. Manifestiamo e scriviamo la nostra opposizione”.

Una situazione simile è quella riguardante l’installazione di una stazione radio base a via Cherubini, nel quartiere Monte Mario, zona di competenza del XIV Municipio. Contro tale installazione il Movimento di Difesa del Cittadino Roma Nord ha depositato un atto di opposizione. Lo stesso movimento è inoltre in attesa dell’esito dell’opposizione presentata a luglio contro l’installazione di un’altra stazione radio base, in quel caso nel XV Municipio, a via Falcioni.

In una nota del Movimento viene spiegato che “MDC Roma Nord continua a dare voce ad un crescente numero di cittadini e residenti preoccupati dalla proliferazione selvaggia delle antenne telefoniche in tutto il territorio di Roma Nord in grave danno alla salute e all’ambiente”. “Nell’opposizione avverso la stazione radio base di F.Cherubini 15/c – continua la nota -, MDC Roma Nord ha anche segnalato la tardiva informazione della cittadinanza cui è stato concesso un termine di soli 30 giorni per fare opposizione contro i 90 giorni previsti, con tutti gli effetti che ne scaturiranno e che si faranno valere se necessario nelle sedi competenti amministrative e giudiziarie”.

E intanto, secondo quanto riportato dal sito internet del quotidiano Il Tempo, Wind, Telecom e Vodafone avrebbero presentato ricorso al Tar impugnando il “piano antenne” che era stato approvato il 14 maggio dal Consiglio comunale, un provvedimento che vieta l’installazione di impianti entro un raggio di cento metri da luoghi come scuole, asili nido, ospedali, case di cura e di riposo, oratori, orfanotrofi e parchi giochi e che dispone lo spostamento degli impianti già presenti in aree libere non edificate o a basso carico urbanistico.

I gestori avrebbero avanzato due contestazioni: la prima riguarderebbe un conflitto di attribuzione, in quanto le decisioni del Comune in materia di inquinamento elettromagnetico sconfinerebbero nella sfera di competenza della Regione; l’altra sarebbe invece basata sulla retroattività del provvedimento, per la quale sarebbe disposta la delocalizzazione di antenne già posizionate.

Il presidente della commissione Ambiente del Campidoglio Athos De Luca, ha definito il ricorso “molto debole sulle argomentazioni”. “I tre gestori – ha dichiarato De Luca – non chiedono neppure la sospensiva al Tar. La legge riconosce ai Comuni la possibilità di intervenire con propri regolamenti per mitigare le conseguenze delle onde elettromagnetiche sulla popolazione».

Andrea Pranovi