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Ancora polemiche per la nomina della Prefetto Iurato

Ancora polemiche per la nomina della Prefetto Iurato

Non si placano le polemiche sulla nomina, disposta dal Consiglio dei Ministri, della Prefetta Giovanna Iurato alla Direzione Centrale per gli Affari dei Culti del Ministero dell’Interno. Un ruolo, precisiamolo subito che non è proprio uno dei più importanti. Ma è, pur sempre, una Direzione. Le polemiche sta continuando a tenerle vive soprattutto “Il Fatto Quotidiano” che, però, inizialmente ha fatto una piccola confusione quando ha attribuito a questa Direzione la competenza sul Fondo Edifici di Culto. Questo, invece, costituisce un’altra Direzione centrale del Ministero, affidata come leggiamo sul sito web ufficiale dell’Interno, alla Prefetta Lucia Di Maro.

La differenza non di poco è conto sotto due profili. Il primo: il Fondo Edifici di Culto gestisce l’immenso patrimonio, circa 750 edifici sacri, che lo Stato italiano si accaparrò, senza tanti complimenti, subito dopo la vittoria sulle truppe papaline nel 1870. In questo fondo, tra l’altro, vi sono anche le opere d’arte e gli arredi custoditi negli edifici; altri immobili produttivi di rendite (appartamenti, negozi, caserme, cascine); aree boschive, tra cui il vasto complesso forestale di Tarvisio (UD); un fondo librario antico.

Il secondo. Il Fatto Quotidiano, ha erroneamente scritto che la Prefetta Iurato andava a sostituire colui che dirigeva il Fondo prima della collega Di Maro. Cioè il Prefetto Francesco La Motta. Costui, il 14 Giugno scorso, è stato arrestato con l’accusa di peculato e falso ideologico, in relazione alla scomparsa di 10 milioni di euro dalla cassa dello stesso Fondo Edifici di Culto. Questi soldi sarebbero finiti in Svizzera, nella disponibilità di gente varia, tra cui un parente del La Motta. Il prefetto è anche coinvolto a Napoli in un’altra inchiesta su gruppi camorristici.
la motta
Il Prefetto La Motta, passato intanto direttamente dalla vice direzione dell’Aisi, il servizio segreto civile, alle patrie galere, non sembra averci molto a che fare con il caso della Prefetta Iurato. Se non per una serie di coincidenze, tra cui il fatto che la dottoressa Iurato è, ella stessa, indagata a Napoli per gli appalti della sicurezza nel capoluogo campano, di cui abbiamo già parlato sull’articolo pubblicato in precedenza da RomaSettimanale.it.

Il Gip di Napoli aveva disposto, il 18 Gennaio 2013, la sua interdizione dai pubblici uffici assieme con l’ex vice capo della Polizia, prefetto Izzo. Poi, l’8 Marzo successivo, il Tribunale del riesame di Napoli ha annullato il provvedimento per un vizio di competenza ed ha disposto il trasferimento della parte che riguarda la Prefetto alla Procura di Roma.

Purtroppo, la dottoressa Iurato ha accumulato nel corso degli anni scorsi una ricorrente familiarità con le pagine di cronaca giudiziaria dei giornali italiani. Con inchieste sempre relative ad appalti pubblici, turbative d’asta, e così via. Anche se non sembra essere lei il personaggio principale di queste storie.

Per cui molti, soprattutto tra i suoi colleghi, hanno storto la bocca non appena hanno letto il suo nome tra le nuove nomine, spostamenti e promozioni di prefetti. Gli stessi che si sono chiesti se, ferma restando la presunzione d’innocenza, fosse giusto che Enrico Letta ed Angelino Alfano ignorassero proprio tutto quanto reso di pubblico dominio mentre erano impegnati sulle “sudate carte” a scegliere, di fiore in fiore, il meglio delle nomine da fare nell’ambito prefettizio.
finocchiaro
Sono sempre gli stessi a chiedersi se, sulla controversa nomina, nonostante sia risaputo il fatto che la Prefetta Iurato non ha mai nascosto di essere molto vicina al Pdl, possa aver pesato un giudizio positivo su di lei giunto da una fonte insospettabile. Da una sua compagna di classe diventata molto importante, la quale ha sostenuto con decisione: “Giovanna Iurato è una persona molto seria, molto competente e di grande trasparenza. La conosco dai tempi della scuola, siamo amiche. Non ho dubbi: è un funzionario dello Stato di grande valore”. Firmato Anna Finocchiaro, ex Presidente del Gruppo Pd del Senato ed attuale Presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.

Si vede, allora, che tutto ha congiurato perché la Prefetto Iurato si vedesse affidata le responsabilità della Direzione Centrale per gli Affari dei Culti che così sono illustrate dal sito web del ministero: “Di particolare interesse sono i provvedimenti di nomina dei Consigli di Amministrazione delle fabbricerie, organismi di origine antichissima che hanno il compito di provvedere alla manutenzione ed ai restauri delle chiese cui sono preposte. Le 28 fabbricerie esistenti sono tutte collegate a Chiese di rilevante interesse storico o artistico”. Insomma, grosso modo, sempre di appalti si tratta!
anemone
Ora, del tutto casualmente, viene spontaneo ricordare che il nome della Prefetto Iurato è finito ancora un’altra volta sui giornali perché trovato nella famosa e cosiddetta “lista Anemone”.

Diego Anemone, con Angelo Balducci e Guido Bertolaso, costituisce la punta di diamante di un gruppetto di 15, 18 persone rinviate a giudizio per gli appalti della Maddalena. Si tratta di quelli che sono stati definiti, dozzinalmente dai giornali, la “cricca“. Con le loro vicende segnarono un po’ il rilancio, alla Dumas, di un “ Vent’anni dopo di Mani pulite” e, di fatto, lastricarono la strada alla fine della quale sarebbe stato disarcionato il Governo Berlusconi.

Molti di questi personaggi avevano familiarità con gli appalti pubblici. Anche con uomini di chiesa, di altissimo e non altissimo livello. Balducci era Gentiluomo di Sua Santità. Anemone, che deve essere persona pia, aveva un rapporto tutto particolare con don Evaldo Biasini, sacerdote ciociaro di 83 anni, economo provinciale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
don bancomat
Dai giornali più sguaiati è stato soprannominato “don bancomat” perché pare che il devoto Anemone lo utilizzasse come cassa. Sia nel senso di deposito, sia nel senso di ritiro. Al punto che gli inquirenti sospettano che fosse questo sacerdote, non si sa quanto consapevole di tali magheggi, ad essere chiamato in causa ogni volta che c’era bisogno di contante per pagare una tangente. Questo sospetto pare sia costato il rinvio a giudizio a Guido Bertolaso.

Ebbene, il nome della Prefetto Iurato fa parte di questa lista Anenome. Un lungo elenco di interventi edili, di ristrutturazione e ricostruzione, affrontati dall’imprenditore romano negli uffici pubblici e in appartamenti privati della cosiddetta “nomenklatura” nazionale. 412 nomi di beneficiari dei lavori di Anemone. Al momento nessuno può giurare sul fatto che le cifre indicate non siano state pagate di tasca propria dai nominativi coinvolti. Neppure vuol dire, di per sé, solo per il fatto di essere inserito in una nutrita pattuglia di “servitori dello Stato”, che uno compia un reato solo per essere amico di un così tanto generoso imprenditore, insieme a tanti altri amici.

La Prefetto Iurato ha sostenuto di aver pagato i lavori che la riguardavano e che sarebbero stati realizzati, come ricorda “Il Fatto Quotidiano”, a Roma, in Via Cassia 962. Il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, però, stampa anche una lunga serie di altre voci di spesa, sempre presentate in relazione alla Prefetto che, ci auguriamo, riuscirà a fare chiarezza anche su questi altri aspetti.
CONVEGNO "VERSO IL CODICE ANTIMAFIA"
Resta, però, il cruccio di molti: se il Consiglio dei Ministri avesse atteso un chiarimento definitivo su tutte le questioni che interessano la Prefetto, forse avrebbe rafforzato e non diminuito la considerazione della pubblica opinione nei confronti delle Istituzioni di questo già tanto martoriato Paese.

Il 29 Luglio, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, incontrerà i sindacati dei dirigenti ministeriali che, nella stragrande maggioranza, rappresentano persone capaci, oneste e fedeli servitori dello Stato. Riuscirà a convincerli che, dopo tutti questi indagati, informati sui fatti, arrestati, e dopo la vicenda kazaka, si intende cambiare registro e, soprattutto adottare nuovi criteri nella scelta delle persone? Riuscirà a convincerli dopo le nomine fatte nei giorni scorsi?

Beatrice Zamponi