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Ancora lo Ior nella bufera: arrestati un prelato di Salerno e altri due per il rientro illecito di denaro dalla Svizzera

In carcere un alto prelato di Salerno e altre tre persone. Sono accusati di corruzione e truffa nell’ambito di un filone dell’inchiesta sullo Ior, la banca del Vaticano, condotta dalla Procura di Roma. Il prelato della città campana, Monsignor Scarano, già due settimane fa era stato indagato dalla Procura di Salerno e per questo le Autorità ecclesiastiche 24 ore fa lo vevano sospeso dalle sue funzioni. Gli atri due arrestati sono un carabiniere, Giovanni Maria Zito, ex funzionario dei servizi segreti Aisi, e un broker finanziario, Giovanni Carinzio. I tre, arrestati dal Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, sarebbero responsabili di aver fatto illecitamente rientrare dalla Svizzera 20 milioni di euro in contanti a bordo di un jet privato.

Monsignor Scarano, come abbiamo detto, due settimane fa aveva ricevuto dalla Procura della sua città l’avviso di essere sottoposto a indagini per il riciclaggio di 560 mila euro e proprio ieri era stato sospeso dal suo incarico di responsabile del servizio di contabilità analitica all’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica). L’alto prelato, che tuttavia da tempo vive a Roma in via della Scrofa, si era subito difeso negando ogni suo coinvolgimento nella vicenda. Era noto come “monsignor 500”, per via del gran numero di banconote di grosso taglio che era solito utilizzare abitualmente.

Questa nuova vicenda sulla “discussa attività” dello Ior giunge a due giorni dall’istituzione, per disposizione diretta di Papa Francesco, di una commissione per la riforma dell’Istituto per le opere religiose, che è di fatto la banca del Vaticano, con a capo “ad interim”, monsignor Ricca.

Enrico Massidda