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Anche il Palazzo della Civiltà Italiana affittato come il Colosseo. Da Fendi.

Anche il Palazzo della Civiltà Italiana  affittato come il Colosseo. Da Fendi.

I monumenti romani tirano a livello mondiale e stanno diventando preda delle grosse firme del “made in Italy”. Dopo il Colosseo “blindato” da Della Valle é ora la volta della “formaggera” dell’Eur come si chiama in gergo, in realtà, il Palazzo Civiltà Italiana, o Palazzo della Civiltà del Lavoro, soprannominato anche il Colosseo Quadrato che, finito nel mirino della Bernard Arnault, diventerà una sede prestigiosa per gli abiti e le altre creazioni firmate Fendi.

Si tratta del famoso edificio realizzato prima della Seconda Guerra mondiale dove Mussolini pensava di utilizzare le nicchie progettate da Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romani per collocarvi le statue raffiguranti le principali aziende italiane. Ma a partire dalla Fiat di Valletta la stragrande maggioranza rifiutò di farlo, anche per il sopraggiungere del conflitto.
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In alto, il palazzo porta la celeberrima scritta: “Un popolo di poeti di artisti di eroi, di santi di pensatori di scienziati, di navigatori di trasmigratori” che si dice sia stata pensata da Mussolini in persona.

L’operazione è stata messa a punto con Eur Spa rimasto nelle mani del presidente Pierluigi Borghini. Il contratto d’affitto prevede che la Louis Vuitton Moet Hennessy utilizzerà i 12mila metri quadrati distribuiti su sei piani per quindici anni, per 240 mila euro al mese.

Soddisfatto il presidente ed amministratore delegato di Fendi, Pietro Beccari:”Quello dell’Eur è uno dei più bei palazzi del mondo. Fendi rappresenta la tradizione e la modernità e il dialogo tra l’edificio dell’Eur e l’altro seicentesco di largo Goldoni è ideale. Sarà il nostro nuovo quartier generale, dove lavoreranno almeno 400 persone: i mille metri quadrati del piano terra ospiteremo esposizioni dedicate al made in Italy e alla creatività italiana: siamo aperti a qualsiasi suggerimento. Dopo il finanziamento del restauro della Fontana di Trevi questa operazione definisce ancor più Fendi come un marchio romano”.

Antonello La Monaca