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Amministrative: batosta Pd. Roma e Torino 5 Stelle

Amministrative: batosta Pd. Roma e Torino 5 Stelle

Una vera e propria batosta per il Pd ai ballottaggi delle elezioni amministrative con la sconfitta di Roberto Giachetti, cosa che poteva essere attesa, dopo l’esito del primo turno, e, soprattutto, di Piero Fassino a Torino raggiunto e superato dalla Cinque Stelle, Chiara Appendino.

La perdita della Capitale resta, comunque, il risultato più scottante e più significativo per la gestione di Matteo Renzi la cui linea è stata completamente bocciata dagli elettori consegnando la poltrona di Sindaco a Virginia Raggi che diventa, così, la prima donna e la più giovane a salire sul Campidoglio.

A niente sono servite le velenose accuse degli ultimi giorni sull’attività professionale della Raggi che avrebbe evitato di rendere noti impegni e pagamenti relativi al suo impegno per un’Asl di Civitavecchia che le avrebbe affidato un incarico in maniera che i Pd contestano.

La sconfitta del Pd è leggermente alleviata dalla vittoria di Giuseppe Sala che, a Milano, ha contenuto la rimonta di Stefano Parisi del Centro destra.

A Napoli è giunta la conferma per Luigi De Magistris, che ha nettamente sconfitto il tentativo di Gianni Lettieri di Forza Italia,  così come a Bologna quella per il democratico Virgilio Merola.

Il primo partito resta un po’ dappertutto quello degli astensionisti, ma pare che,  a scrutinio finito, che la cosa non interessi a nessuno più di tanto.

Adesso, Pd e Centro destra devono rivedere tutto. Nel Pd la polemica diventerà ancora più feroce e Renzi non potrà far finta di niente, soprattutto in vista del referendum del prossimo ottobre sulle modifiche costituzionali. Anche la destra dovrà fare i conti con la situazione, soprattutto dopo che le recenti vicende di salute di Silvio Berlusconi richiedono la ricerca di una nuova leadership e di una nuova linea strategica.

Cinque Stelle, più che mai, è costretto a trasformarsi da movimento di protesta in proposta di governo. A Torino trova il terreno preparato dalla precedente amministrazione di Fassino, giudicata da tutti positivamente. A Roma si avvia, invece, a fare i conti con una realtà complessa e difficile dove potrebbe, persino,essere messa a rischio l’intera credibilità del movimento fondato da Beppe Grillo sul piano della capacità di gestione. Molto più di quanto non sia accaduto finora in realtà come quelle di Parma o di Livorno.