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Ambiente e Agenda 2030 : la nostra casa brucia! Cosa facciamo? – di Gianni Fontana

Ambiente e Agenda 2030 : la nostra casa brucia! Cosa facciamo?  – di Gianni Fontana

Se le parole stampate potessero parlare, queste righe urlerebbero. E se la carta potesse vedere e avesse mani, ci afferrerebbe per il bavero, ci tirerebbe a sé e, guardandoci negli occhi, a brutto muso ci chiederebbe: “Ti rendi conto che la casa brucia o no?”. Quale casa? La nostra.

Quella nella quale abitiamo tutti: dal primo all’ultimo; quella che dà da vivere a tutti: dal primo all’ultimo. Di cosa parlo? Di ambiente, ovviamente. L’emergenza delle emergenze. Non siamo in ritardo: siamo quasi fuori tempo massimo. Ma il fatto più inquietante è che non ci fa né caldo né freddo. Dovrebbe invece. O ci muoviamo in fretta o nel giro di pochi anni sarà l’Apocalisse.

Non l’ultimo libro della Bibbia e nemmeno uno di quei film catastrofici nei quali, all’ultimo momento, i buoni portano il lieto fine. Questa è la realtà, non un film: Hollywood non ci salverà. Né arriveranno gli americani, come nel ’43. Non solo perché nemmeno loro, da soli, riuscirebbero a fare la differenza, ma perché sono governati da un demagogo grottesco che, con una firma sconsiderata, ha cancellato sia le riforme ambientaliste di Obama, che il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima, sottoscritto a Parigi nel dicembre 2015.

Effetto della desertificazione

Ogni anno, scompaiono 13 milioni di ettari di foreste. La superficie boschiva dell’Italia è 17.8 mln di ettari, dunque ogni anno scompare una foresta grande come il 73% del nostro Paese. Il deterioramento dei terreni ha desertificato 3,6 miliardi di ettari: una superficie pari a quella di Stati Uniti, Canada e America del Sud messi assieme. Possiamo andare avanti così? No, anche perché non faremmo molta strada. Le foreste sono i polmoni del mondo. Voi sopravvivereste senza polmoni? No. Nemmeno il nostro Pianeta. Vogliamo fare qualcosa o aspettare di soffocare insieme a lui?

Nel settembre 2015, l’ONU ha varato un programma d’azione in 17 obiettivi, che 197 Paesi si sono impegnati a raggiungere entro il 2030. Lo sapevate? No. Non lo sa quasi nessuno. Siamo talmente inondati da fake news che non sappiamo più nemmeno riconoscere le notizie vere e importanti. Si chiama Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Agenda non è un taccuino, ma un verbo latino che significa, letteralmente, “le cose da fare”.

Parliamo di lotta alla povertà, eliminazione della fame, ma soprattutto contrasto al cambiamento climatico. Obiettivi comuni, perché riguardano tutti gli individui di tutti i Paesi. La Terra è una. Dunque siamo tutti sulla stessa barca. O ci salviamo tutti o affondiamo tutti.

2,6 miliardi di persone dipendono direttamente dall’agricoltura, ma il 52% dei terreni agricoli si sta deteriorando. Siccità e desertificazione, bruciano 23 ettari al minuto: 12 milioni ogni anno. Terreni dove avremmo potuto coltivare 20 milioni di tonnellate di cereali. Fondamentali, visto che riso, mais e grano, da soli, forniscono all’umanità il 60% dell’apporto calorico.

Conosciamo la malattia: la nostra ingordigia. La finanza ha divorato l’economia, l’economia ha divorato la politica, la politica ha divorato etica e valori. E conosciamo la cura: la buona politica. Restituiamo ad essa il timone e etica e valori: traccino la rotta. E noi seguiamola, è l’unica che ci può fare il regalo più prezioso: il futuro.

Gianni Fontana