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Altra batosta Ue per l’Italia. Dopo multa sui rifiuti ( siamo già a oltre 27 milioni ), arriva quella sugli aiuti non dovuti a imprese venete. Altre decine di milioni

Altra batosta Ue per l’Italia. Dopo multa sui rifiuti ( siamo già a oltre 27 milioni ), arriva quella sugli aiuti non dovuti a imprese venete. Altre decine di milioni

Le multe europee continuano a fioccare sull’Italia a causa dei mancati interventi richiesti da decisioni della Commissione e successive sentenze della Corte europea che sempre più spesso non sono applicate dal nostro Paese.

Sui rifiuti della Campania, ad oggi, l’Italia è già arrivata a dover pagare oltre 27 milioni di euro, di cui 20 forfettari. Con l’aggravante che ogni giorno la cifra aumenta visto che, mancando ogni intervento, c’è una multa quotidiana di 120 mila euro addebitata fino a quando non saranno dismesse le discariche e smaltite le “ecoballe” prodotte dalla Campania nel corso degli anni.

Ora, arriva un’altra pesante sanzione comminata dalla Corte europea del Lussemburgo che, anche in questo caso, punisce l’Italia per un mancato rispetto di una precedente sentenza con la quale veniva imposto al nostro Paese il recupero delle somme indebitamente concesse a 1.645 imprese di Venezia e Chioggia, con riduzioni e sgravi fiscali, tra il 1995 ed il 1997 per circa 114 milioni. Tra queste aziende vi è pure l’Hotel Cipriani di Venezia.

Lo Stato italiano, invece, non ha provveduto al recupero totale di queste somme concesse nel periodo in cui ci fu il primo governo Berlusconi e poi quello di Romano Prodi e per questa latitanza è punito molto severamente. Il primo intervento della Commissione europea per costringere la pubblica amministrazione italiana al recupero delle somme in questione erogate illegittimamente risale al 1999.

La multa appena comminata ammonta a 30 milioni di euro forfettari, da pagare immediatamente, e a 12 milioni di euro per ogni ulteriore semestre di ritardo finché non sarà recuperata l’intera somma. Ogni mese che passa, insomma, tocca pagare due milioni.

Cosa molto imbarazzante e disdicevole per il nostro Paese è che la Corte europea è costretta ad osservare come «l’Italia è già stata oggetto di numerose sentenze per inadempimento a causa del recupero tardivo di aiuti illegittimi ed incompatibili» e che, pertanto, la multa da 30 milioni diventa una necessaria come «misura dissuasiva» allo scopo di garantire «l’effettiva prevenzione della reiterazione futura di analoghe violazioni del diritto dell’Unione europea».

In queste ore, intanto, abbiamo raggiunto la somma di 27 milioni e 200 mila dovuta per i rifiuti campani  a due mesi dalla data in cui la Corte lamentò nel luglio scorso “l’inesatta applicazione della direttiva ‘rifiuti‘ in Campania “ per la quale all’Italia venne comminata la multa forfettaria di 20 milioni, più di una penalità di 120mila euro per ciascun giorno di ritardo per fatti risalenti al 2006, oggetto di una condanna sopraggiunta nel 2010 e mai rispettata.

Sull’argomento Ultima Edizione è intervenuta più volte e non risulta che ci sia stata alcuna novità sullo smaltimento delle cosiddette “ecoballe”.