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All’Aquila anche i prefabbricati del terremoto diventano merce di scambio. Cinque Map, Moduli Abitativi Provvisori, del valore di 40 mila euro l’uno inclusi in tangenti.

All’Aquila anche i prefabbricati del terremoto diventano merce di scambio. Cinque Map, Moduli Abitativi Provvisori, del valore di 40 mila euro l’uno inclusi in tangenti.

È questo l’ultimo raccapricciante ritrovato dello scandalo ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. Le indagini dell’operazione Do ut des, effettuate dalla Squadra mobile dell’Aquila in collaborazione con quelle delle questure di Perugia e Teramo, sono partite dai lavori di puntellamento di Palazzo Carli, sede del Rettorato dell’Università dell’Aquila, ed hanno portato all’arresto di quattro persone.

Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale Pdl alla “salvaguardia dei beni artistici dell’Aquila” e Vladimiro Placidi, ex assessore comunale nominato come tecnico nella giunta di centrosinistra, delegato alla ricostruzione dei beni culturali. Poi ci sono Daniela Sibilla, collaboratrice di Tancredi e l’imprenditore abruzzese Pasqualino Macera. Coinvolto nella vicenda anche il vicesindaco dell’Aquila, Roberto Riga (Centrosinistra), che si è subito dimesso, sospettato di aver ricevuto una tangente di 10 mila euro nascosta in un pacco regalo in cambio della promessa di un appalto. casette_notte.thumbnail

Oltre a Riga, un dirigente del Comune, un tecnico e un imprenditore sono indagati per gli stessi reati contestati agli arrestati: millantato credito, corruzione, falsità materiale ed ideologica, appropriazione indebita. Si tratta di Mario Di Gregorio, direttore del settore Ricostruzione Pubblica e Patrimonio del Comune dell’Aquila (ora sospeso dall’incarico) Fabrizio Menestò, ingegnere, all’epoca dei fatti direttore e progettista dei lavori per le opere provvisionali di messa in sicurezza di Palazzo Carli e di Daniele Lago, imprenditore.

A confessare è stato proprio Lago, amministratore delegato della Steda spa. Messo sotto torchio dagli agenti della mobile è stato lui a spiegare al procuratore Fausto Cardella e ai pm David Mancini e Antonietta Picardi come funziona il sistema delle tangenti nell’Aquila del post-terremoto.