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“ALLA FINE TUTTI DEVONO STARE IN PIEDI DI FRONTE ALLA STORIA”. LA MERKEL NON GIOCA A SFASCIARE. LA SPD SUL REFERENDUM FA LA VOCE GROSSA. RENZI LO SA?

“ALLA FINE TUTTI DEVONO STARE IN PIEDI DI FRONTE ALLA STORIA”. LA MERKEL NON GIOCA A SFASCIARE. LA SPD SUL REFERENDUM FA LA VOCE GROSSA. RENZI LO SA?

Gli occhi erano puntati sulla Germania e la Germania ha risposta con una dimostrazione di unità. Ieri Cdu e Spd hanno marciato di comune accordo, dando all’esterno una prova di saldezza attorno all’operato del governo. In mattinata il leader della Spd, Sigmar Gabriel, aveva preso parte a una cerimonia in onore dei 70 anni della Cdu, il partito di Angela Merkel. Subito dopo entrambi hanno guidato, insieme al ministro delle Finanze Wolfang Schäuble, gli incontri con i partiti dell’opposizione per esaminare gli sviluppi della crisi greca.

Berlino mira a riprendere la trattativa, bruscamente interrotta a causa della indizione del referendum del prossimo 5 luglio, con il governo di Atene. Anche Obama spinge in direzione di un compromesso accettabile, dato che il pericolo che si staglia all’orizzonte è quello di gettare la Grecia nelle braccia di Putin, per altro in un momento segnato da forti tensioni tra Stati Uniti e Russia.

Sulle conseguenze del referendum il più duro è stato il socialdemocratico Gabriel, cosa che non dovrebbe lasciare indifferente il solerte “neo-socialista” Renzi; la Merkel, in questa efficace divisione di compiti tra i due, è invece apparsa meno intransigente: non è arrivata a sostenere, come ha fatto il leader della Spd, che una eventuale vittoria del “no” precluderebbe qualsiasi discorso sulla permanenza della Grecia all’interno dell’Unione Europea.

A riguardo, la Cancelliera ha sostenuto che Berlino è consapevole dei rischi derivanti da una rottura, ripetendo ancora una volta che la fine dell’Euro equivarrebbe alla fine dell’Unione Europea. Ma nella visione  della democristiana Merkel, come degli alleati socialdemocratici, tutto dipende dal popolo greco e dai suoi attuali uomini di governo. Ciò nondimeno, la Germania intende evitare che giudizi troppo marcati possano apparire come una ingerenza negli affari interni della Grecia.

È da notare, come riporta la FAZ (Frankfürter Allgeneine Zeitung), che Sinistra e Verdi hanno commentato con soddisfazione l’incontro con il governo. Da un lato Gregor Gysi, leader della Sinistra, ha messo in rilievo il “clima di colloqui concreti”; dall’altro Cem Özdemir, presidente dei Verdi, ha citato proprio la Merkel che, a suo dire, avrebbe dichiarato: “Alla fine tutti devono stare in piedi di fronte alla storia”. Si tratta di capire, dopo questa esibita volontà di concordia, se la vicenda greca può essere ricondotta all’interno di parametri soddisfacenti.

Per adesso per le strade di Atene, di fronte a banche chiuse e bancomat semifunzionanti, si sperimenta l’anticipo di un default che non appare facilmente controllabile. La crisi potrebbe divampare e mettere in ginocchio l’Europa. Ogni ora che passa il dramma si acuisce, con le borse ovunque in netto ribasso. Bisogna rimettere sui cardini una vicenda fin troppo compromessa.

Da Il Domani d’Italia

http://www.ildomaniditalia.eu/article/alla-fine-tutti-devono-stare-piedi-di-fronte-alla-storia-la-merkel-non-gioca-sfasciare-la