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Al via la Giunta delle elezioni del Senato Il caso Berlusconi entra nel vivo con le spaccature tra Pd e Pdl

Al via la Giunta delle elezioni del Senato  Il caso Berlusconi entra nel vivo con le spaccature tra Pd e Pdl

Come era prevedibile la Giunta per le Elezioni e le immunità del Senato avvia i propri lavori con una profonda spaccatura e, molto probabilmente, così continuerà ad andare avanti fino a quando non si concluderanno le riunioni. E la Giunta sempre spaccata sarà, anche in quel momento.
La diversità di posizioni riguarda sia i contenuti, sia i tempi che si vorranno impiegare per esaminarli. Viene dato per scontato che il Pdl cercherà in tutti i modi di allungare le cose e gli altri, ovviamente, cercheranno di evitarlo.

In ogni caso, la difesa di Silvio Berlusconi ha molti punti da sollevare. Anche se gli altri sostengono che sono risibili o “improponibili”, dovranno comunque essere presi in considerazione.

Gli ultimi passi fatti da Silvio Berlusconi hanno costretto un po’ tutti a provare a farsi una cultura giuridica senza la quale si rischia di perdere molti dei passaggi della battaglia in atto. Tutta giocata in punto di diritto dentro la Giunta mentre, in ogni caso, non mancano nei due schieramenti contrapposti le solite semplificazioni politiche che, in qualche modo, rispondono alle necessità di fornire risposte di immediata comprensione alla domanda dei tifosi e della gente comune: chi ha ragione?

Ottima e semplice la domanda. Ovviamente, complesse le risposte. Soprattutto diverse! A seconda degli schieramenti di appartenenza. In realtà, dalla Giunta la risposta sarà unica e verrà da un voto più che da un trattato giuridico. Saranno dei politici ad esprimere il verdetto finale. Non dei magistrati. Anche se tra i suoi componenti i magistrati non mancano.

sen Andrea Augello

sen Andrea Augello


Le questioni in ballo sono numerose. Intanto, che tipo di organo è questa Giunta? Per il Pdl, che ha parlato tramite il relatore, Andrea Augello, è un “organo giurisdizionale”, cioè dotato di poteri decisionali propri. Gli risponde il Pd, con l’ex magistrato Felice Casson: non è vero! Si tratta di un organo politico.

Se i sostenitori di Berlusconi non si trovassero in profonda minoranza, la cosa potrebbe fare la differenza, in via teorica. Nel senso che la Giunta, ad esempio, potrebbe comunque sospendere tutto e decidere di rivolgersi alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo per rappresentare gli stessi problemi sollevati da Silvio Berlusconi con il ricorso di cui una copia è stata anche inviata all’organismo parlamentare.

Con questo ricorso si sostiene di fronte ai giudici europei che la Legge Severino lede i diritti dei cittadini in quanto prevede una sua applicazione retroattiva ed è quindi in palese violazione, appunto, con i principi base del diritto. Nella sua relazione, lunga 90 pagine, il senatore Augello presenterà questa richiesta di adire la Corte di Strasburgo, pur sapendo che gli sarà bocciata.

Casson con la sua risposta esclude una tale possibilità. La Giunta non è un’entità giudiziaria in grado di trasferire atti ad altro organismo analogo. Non è neppure una commissione speciale d’inchiesta, alla quale, comunque, mancherebbe lo stesso questo strumento. E’ da considerarsi un semplice organismo che valuta i requisiti di candidabilità e di eleggibilità dei senatori. Avrebbe, quindi, una veste amministrativa e non giudiziaria.

Inoltre, la Legge Severino impone che, “immediatamente”, la Giunta provveda a sancire la decadenza di un eletto che si dovesse trovare nelle condizioni previste per la perdita del seggio. Cioè soggetto ad una condanna superiore ai due anni, già passata in giudicato.

sen Felice Casson

sen Felice Casson


Non c’è la possibilità per questo organismo parlamentare di esperire una valutazione nel merito. Si tratta di una semplice presa d’atto. Su questa linea sono schierati il Pd, il Sel, Scelta Civica ed il Movimento 5 Stelle.

Per il senatore Augello e dei pochi che formano la pattuglia del Pdl, si tratta di una battaglia “impari”. Simile a quella che si aprirà sulle altre sue richieste alla Giunta. A partire dai rilievi di natura costituzionale mossi alla Legge Severino. Cosa che richiede, secondo Augello, l’opportunità e la necessità che la Giunta porti di fronte alla Corte Costituzionale una legge che violerebbe la nostra Carta se venisse applicata.

Anche qui il parere degli altri è di pieno disaccordo. Non spetta alla Giunta, dicono. Eventualmente all’Aula del Senato una volta che, accertata l’esistenza degli estremi della decadenza di Silvio Berlusconi dal seggio, su richiesta di almeno venti senatori, la questione potrebbe essere portata di fronte all’intera Assemblea.

E’ ovvio, ma lo dico da profano, che ci troviamo di fronte alla solita legge all’italiana che aumenta la confusione, fondata o artatamente organizzabile, invece di chiarire e semplificare le cose. La legge Severino avrebbe potuto trovare formule molto più semplici ed automatiche di decadenza se questo, come pare, voleva essere lo spirito del provvedimento. Il passaggio alla Giunta cui oggi cominciamo ad assistere, ed eventualmente all’aula, si presta a creare confusione, dilazioni e fraintendimenti. Oltre che avvelenare il clima politico.

Adesso, però, siamo in ballo. Ognuno segue la musica a modo suo. Anzi, ognuno se la suona a modo suo. E’ probabile che si finirà a decidere tutti i passaggi ed i punti in discussione a colpi di votazioni. Tutte condite ed accompagnate da un mare di polemiche. Queste polemiche, del resto, già ci sono state e ancora ci sono.

Con la prima riunione della Giunta siamo solo agli inizi e, come si ripete da tempo, questa è una storia che non finirà in poco tempo. Se non intervengono fatti nuovi ed imponderabili, il 16 Ottobre prossimo dovrebbe scattare il termine ultimo entro cui Silvio Berlusconi dovrà decidere se scontare l’anno di carcere che gli resta ai domiciliari o in affido ai servizi sociali.

Lettura sentenza Cassazione

Lettura sentenza Cassazione


Il 19 Ottobre la Corte d’Appello di Milano, come disposto dalla Cassazione lo scorso 30 Luglio, dovrà conteggiare nuovamente e fissare la durata del periodo di interdizione dai pubblici uffici che potrà andare da uno a tre anni. Visto che precedentemente la Corte aveva fissato in cinque anni il termine é possibile che gliene diano tre.

Il ricorso presentato a Strasburgo finirà per cominciare ad essere esaminato nell’arco di tre, quattro mesi come di solito avviene di fronte alla Corte dei diritti dell’uomo che… non funziona come i tribunali italiani.

Giancarlo Infante