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Addio alla telefonia italiana Telecom passa agli spagnoli. Aumento di capitale sottoscritto da Telefonica: 324 milioni di euro nelle società controllate

Addio alla telefonia italiana  Telecom passa agli spagnoli.  Aumento di capitale sottoscritto  da Telefonica: 324 milioni di euro nelle società controllate

E’ fatta. La spagnola Telefonica è il nuovo proprietario di Telecom Italia. Telefonica ha sottoscritto un aumento di capitale di 324 milioni di euro agendo sulle società controllate. Così, Passo dopo passo, anche se proprio tutto non è ancora definito, Telecom è passata a Telefonica finendo appunto sotto il controllo spagnolo. L’annuncio dell’operazione poco fa, condotta sotto la regia di Mediobanca, Intesa SanPaolo e Generali. La trattavia è stata perfezionata a piazzetta Cuccia, la sede milanese di Mediobanca. Un’operazione complessa, ma chiara. Questi i passaggi, secondo le indiscezioni cicrcolate o fatte artatamente circolare nelle ultime ore: Telco, la holding che già detiene il 25 per cento di quella che ormai in pratica “fu” la più grande compagnia telefonica italiana, a sua volta “posseduta” per il 46 per cento proprio da Telefonica, cederà a Telefonica un ltro 21 per cento, portando così il “pacchetto” di quest’ultima al 67 per cento, con opzione per l’ulteriore salita, a breve, al 70 per cento.

aaatelecom7L’accordo, che dovrebbe essere reso ufficiale entro poche ore, prima dell’apertura della Borsa, sembra che farà salire le azioni di Telco, e di conseguenza di Telecom Italia, a 1 euro ciascuna. La quotazione di lunedì 23 settembre era stata di 0,59 euro, già in rialzo, “chiudendo” con un incremento del 3,4 per cento.

Sabato 28 settembre è il termine del tempo utile per la disdetta del patto che tiene insieme i soci di Telco. Gli spagnoli di Telefonica, come si è detto già in possesso del 46 per cento della holding,sono fermamente decisi ad acquistare. Al contrario, Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo sarebber assai propensi a lasciare la partita, lasciando campo libero agli iberici. I giochi sarebber quindi già belli e fatti.

aaatelecom2Per il 3 ottobre è poi in calendario un consiglio di amministrazione decisivo per la società italiana, dove il presidente Franco Bernabè dovrebbe presentare il nuovo piano industriale con relativo aumento di capitale in modo da scongiurare il cosiddetto “downgrade” delle agenzie di rating, con l’entrata in cassa di qualcosa tra i 3 e i 5 miliardi di euro.

In questo rimescolamento generale, torna anche d’attualità il possibile scorporo della rete che Teleconm Italia ha sostenuto di essere intenzionata a fare, con l’Autorità per le comunicazioni tuttavia pronta a intervenire con verifiche e imposizioni qualora ciò non avenisse “per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso”, come ha sottolineato lo stesso commissario dell’Autorità, Antonio Preto.

Parere niente affatto condiviso dal vice ministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricalà, in passato anche a capo dell’Antitrust: “E’ difficile imporre lo scorporo coatto della Rete di accesso di Ttelecom Italia – ha commentato Catricalà – in quanto il processo naturale è quello volontario e l’imposizione di una misura così radicale è troppo impervia per essere perseguibile”.

Riccardo Marini