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Acqua: razionamento a Roma? Il Papa chiude le fontane del Vaticano

Acqua: razionamento a Roma? Il Papa chiude le fontane del Vaticano

La situazione idrica a Roma resta altamente drammatica. Il Vaticano ha disposto la chiusura di tutte le fontane di Piazza San Pietro e quelle dell’intero Stato Vaticano. In Italia, intanto, si è pronti alla dichiarazione dello stato di calamità nazionale, così come già prospettato nei giorni scorsi dal ministro dell’Agricoltura, Martina, e richiesto da numerose regioni.

Martina  ha rilasciato una nota in cui definisce il Governo ” in campo per tutelare i produttori agricoli che stanno subendo danni dalla prolungata siccità di queste settimane. Abbiamo sostenuto  con forza – aggiunge il ministro- l’emendamento approvato al Senato per l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale. È un intervento necessario anche per le aziende non assicurate per consentire l’utilizzo di strumenti concreti come la sospensione delle rate dei mutui e dei contributi assistenziali e previdenziali. Siamo pronti a collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e la verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica”.

Martina rende anche nota la richiesta avanzata  alla Commissione europea ” per aumentare gli anticipi dei fondi UE della politica agricola comune. Potremo così aumentare di oltre 700 milioni di euro le anticipazioni, portandole a 2,3 miliardi di euro a ottobre, e garantire più liquidità alle imprese agricole.

“Nasone” – Fontanella romana

Martina ha quindi sottolineato che si sta “andando avanti anche nel piano strategico per dare ai nostri territori infrastrutture irrigue migliori, più efficienti e con meno spreco di acqua. È un intervento necessario guardando al medio periodo e all’effetto che il cambiamento climatico sta producendo sempre più spesso sulle nostre produzioni”. È un tema cardine, ha concluso, “che affronteremo anche in occasione del G7 agricoltura di ottobre a Bergamo, perché per tutelare gli agricoltori dalle crisi c’è bisogno di strumenti nuovi e più efficaci”.

A Roma intanto la situazione si fa sempre più grave perché il lago di Bracciano non potrà più fornire l’acqua necessaria alla Capitale ed è pertanto annunciato la sospensione della captazione idrica dalle acque del bacino  che si trova al nord di Roma. Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, lancia l’allarme dopo che di questa questione si discute da giorni e giorni ed il Comune di Roma e l’Acea sono  già stati costretti a ridurre l’acqua destinata alle migliaia di fontanelle pubbliche, i cosiddetti ” nasoni”,  che caratterizzano le strade di Roma e, soprattutto d’estate, danno refrigerio a romani e turisti.

Lago di Bracciano con la siccità

La questione è chiaramente diventata politica perché, inevitabilmente, la riduzione della quantità d’acqua necessaria ai romani finirà per danneggiare l’immagine ed i rapporti con i cittadini dell’Amministrazione capitolina, oggi diretta dal Movimento Cinque Stelle, della Sindaca Raggi. Non è del resto questo l’unico motivo di frizione tra il Campidoglio e la Giunta regionale di Zingaretti guidata dal Pd.

La reazione dell’Acea, di cui il Comune di Roma è il principale azionista è stata immediata con l’espressione della contrarietà del provvedimento che la Regione intende adottare con la sospensione della captazione delle acque del Lago di Bracciano bocciato come illegittimo.