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Accusati in 35 da Giudici e GdF di Bari per “irregolarità” su concorsi di cattedre universitarie: tra loro 5 dei “Saggi” scelti dal Governo Letta per la riforma istituzionale

Accusati in 35 da Giudici e GdF di Bari per “irregolarità” su concorsi di cattedre universitarie: tra loro 5 dei “Saggi” scelti dal Governo Letta per la riforma istituzionale

Sono in cinque, “Saggi” e “Costituzionalisti”, ma a quanto sembrerebbe, pare, anche un tantinello “disinvolti”, oltremodo strano trattandosi di personaggi di tal rango. Fanno parte del gruppo dei “35 Saggi” scelti dal Premier Enrico Letta per seguire l’agognato progetto di riforma istituzionale. Insomma, cinque dei nuovi “Padri della Patria”, per intenderci. E che avrebbero combinato costoro? Ma niente di speciale, cose di ordinaria amministrazione non certo nuove negli Atenei dove da sempre regna incontrastata la cosiddetta baronia, ma anche altrove. Ovvero che i cinque, almeno secondo il magistrato di Bari che a vario titolo li ha denunciati assieme ad atri 30 professori ordinari solo, si fa naturalmente per dire, per associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata sono nomi altisonanti che dovrebbero sempre risultare ben più immacolati degli altri. Invece, anche loro, secondo aaa1costituz3 barbera Procura e la Guardia di Finanza del capoluogo della Puglia avrebbero, trafficato in cattedre universitarie in due concorsi “pilotando” graduatorie in almeno sette facoltà dove si insegna, guarda caso, proprio il diritto.

Il compianto Mario Riva del popolare “Musichiere” di fine anni ’50 senz’altro li avrebbe presentati ai telespettatori col suo immancabile “ecco, nientepopodimeno chi”: Augusto Barbera, dell’Università di Bologna; Beniamino Caravita di Toritto, de “La Sapienza” di Roma; Giuseppe De Vergottini, Università di Bologna; Carmela Salazar, aaa1costituz6Università di Reggio Calabria; Lorenza Violini, Università di Milano. I giudici hanno sotto la loro lente due concorsi: quello da ordinario di diritto costituzionale bandito dall’Università Europea di Roma e quello da professore associato all’università di Macerata.
Segnalati nell’indagine sarebbero anche altri due personaggi illustri, l’ex Garante per la privacy Francesco Pizzetti e l’ex ministro pidiellino per le politiche europee Anna Maria Bernini, sembrerebbe per un concorso da ordinario dell’università europea di Roma.

Indignate e stupite le prime reazioni degli “indagati”. De Vergottini trasecola: “Posso serenamente escludere di aver mai pilotato un concorso – ha dichiarato – o aver avuto interesse recente in un mio allievo”. Pizzetti nega e si mostra sereno: “Mai sono intervenuto. Né avrei potuto”. Tutt’altro che stupito Caravita di Toritto. “Il professore Caravita di Toritto perla per bocca dei suoi avvocati, Renato Borzone e Nicola Quaranta: “Il Professore è estraneo a ogni accusa”.

Enrico Massidda