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Abusa sulla bambina del piano di sotto ma torna a casa: revocato divieto di dimora dopo condanna per “violenza” a ragazzina

Ha fatto scalpore a Roma la decisione dei giudici che rimandano a casa un pedofilo che abita proprio al piano di sopra dove vive la ragazzina di 13 anni di cui aveva lungamente abusato. “In nome della Legge”, lo “zio Pino”, così è conosciuto il violentatore, militare in pensione, è stato rimandato a casa, in una signorile e tranqilla palazzina della zona nord della città. Riafforano così gli incubi nella ragazzina, sopiti con difficoltà solo con l’aiuto delle assistenti e della pscicologia. Una pagina davvero buia per la giustizia italiana.

“Zio Pino” aveva abusato della piccola per ben 5 anni, finché la ragazzina, che oggi ha 13 anni, in un momento di disperazione e di coraggio, era il 2010, aveva raccontato tutto alla madre. Denuncia, accertamenti, perizie, processi di primo e secondo grado con la condanna dell’uomo a tre anni di reclusione, accompagnata dal “divieto di dimora” che viene violato, e quindi in un secondo tenpo esteso a tutto il Lazio. La motivazione fu che l’uomo “costringeva la minore, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, a subire atti sessuali”.

Ma il 4 luglio scorso, la Corte di appello – con il parere negativo della procura generale – revoca il “divieto di dimora” e fa tornare il carnefice a un passo dalla sua vittima. Tornano gli incubi alla ragazzina.
Tocca di nuovo agli avvocati a presentar nuovi ricorsi, che la Corte d’Appello il 9 agosto rigetta di nuovo. L’uomo è libero di vivere nel condominio della ragazzina, ma non è certo libera la vittima, oltretutto prigioniera di incubi e ricordi che in ogni caso le hanno già rovinato la vita.

Antonello La Monaca