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450 immigrati vivono senza acqua e senza luce vicino al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero dell’Economia e nessuno se ne é accorto

450 immigrati vivono senza acqua e senza luce vicino al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero dell’Economia e nessuno se ne é accorto

Un vero e proprio ghetto in pieno centro di Roma, nel quale vivrebbero circa 450 migranti, è stato portato alla luce dai cronisti del quotidiano “La Repubblica”. L’insediamento andrebbe avanti da circa quattro mesi. La scoperta sarebbe avvenuta casualmente perché, forse, uno dei vicini introdottosi nottetempo nei tombini avrebbe tagliato i fili dell’energia elettrica. In questo modo gli extracomunitari, molti dei quali sono reduci dal disastro di Lampedusa, da cinque giorni sarebbero costretti a vivere senza luce.

Teatro dell’allucinante situazione Piazza Indipendenza, a due passi dalla Stazione Termini e a poche decine di metri sia dalla sede del Consiglio Superiore della Magistratura, sia del Ministero dell’Economia. Gli sventurati, stando almeno alle loro testimonianze, avrebbero approfittato di un palazzo lasciato libero, in via Curtatone, dove prima aveva sede l’ISPRA, l’Istituto per la protezione ambientale, che in quell’edificio aveva il museo paleo geologico e la sala conferenze. La palazzina, ormai disabitata, è nascosta dallo sporco delle vetrate che occulta anche il via libera dal Campidoglio che avrebbe detto “per adesso restate lì”. Nello stabile, dallo scorso anno, si già era insediato un gruppo di profughi eritrei.

L’edificio è attualmente di proprietà della Fintecna, società immobiliare della Cassa Depositi e prestiti che si occupa di allocare sul mercato gli immobili dismessi dall’amministrazione statale. Sinora, tuttavia, la cessione in vendita o in affitto non è andata a buon fine e,pertanto,  la costruzione che si affaccia su Piazza Indipendenza è adesso formalmente disabitata.

Nei lunghi corridoi dove si affacciavano le stanze degli uffici dell’ISPRA, oggi ricoperte di polvere, avrebbero trovato alloggio i cinquecento nordafricani, tra cui vi sarebbero anche cinquanta bambini. I migranti sarebbero ammassati all’interno dell’immobile in condizioni di precarietà e promiscuità senza neppure l’acqua corrente a disposizione. Sorge a questo punto una domanda: è possibile che su Piazza Indipendenza, dove ogni giorno transitano decine di persone, nessuno abbia notato movimenti strani all’interno di una palazzina?

Enrico Barone