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La Procura indiana accusa di terrorismo i due Marò Girone e Latorre pur escludendo la pena di morte. Rischiano 10 anni di carcere. L’indignazione del Governo Italiano Nuova udienza il 18 febbraio

La Procura indiana accusa di terrorismo i due Marò Girone e Latorre pur escludendo la pena di morte. Rischiano 10 anni di carcere. L’indignazione del Governo Italiano Nuova udienza il 18 febbraio

Come prevedibile, si complica la vicenda dei Marò Girone e Latorre trattenuti in India da due anni. L’udienza che avrebbe dovuto risolvere il caso è durata 15 minuti con l’inaccetabile richiesta dell’accusa di applicare la legge antiterrorismo iNdiana Sue Act in versione “light”, ovvero con esclusione della pena di morte, nei confronti dei due ficilieri di Marina ritenuti responsabili dell’uccisione dei due pescatori scambiati per pirati. Durissima la reazione italiana. La situazione si è di nuovo fatta molto complicata e così il Presidente della Suprema Corte ha detto: “Capisco che di fronte a questa situazione sono io che devo decidere”, e ha rinviato per questo l’udienza al prossimo 18 febbraio.

Il ministro della Difesa, Mario Mauro, era presente in aula. Poi è corso all’ambasciata italiana per informare i due Marò che, per motivi di sicurezza, vengono tenuti lontano dal Tribunale. A far sentire la sua voce è questa mattina, da Roma, anche il presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Il capo d’imputazione presentato in India dall’Attorney General, che prevede di giudicare il caso dei due marò sulla base della legge antipirateria (Sua) è assolutamente sproporzionato e incomprensibile: assimila l’incidente a un atto di terrorismo. L’Italia non è un Paese terrorista”, denuncia una nota di Palazzo Chigi. Il Governo italiano chiede quindi che la Corte Suprema, nella seduta del 18 febbraio, “decida di portare il caso nella sua corretta dimensione”, in linea “con la sentenza del 18 gennaio” della stessa Corte “che ha escluso la Sua”, la legge antipirateria e annuncia che “si riserva di assumere ogni iniziativa”. “Dopo due anni senza un capo d’accusa – conclude la nota – non intendiamo recedere dal nostro obiettivo di riportare quanto prima a casa Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e di vedere riconosciuti la loro dignità ed i loro diritti”.

RomaSettRed