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Milioni di tonnellate di rifiuti elettronici smaltiti illegalmente nei paesi in via di sviluppo. La denuncia dell’Onu

Milioni di tonnellate di rifiuti elettronici smaltiti illegalmente nei paesi in via di sviluppo. La denuncia dell’Onu

Milioni di telefoni cellulari, computer, fotocamere digitali ed altri dispositivi elettronici sono frequentemente esportati e smaltiti illegalmente nei paesi in via di sviluppo. Lo denuncia “Step “un rapporto pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Si teme che la stessa fine faranno molti delle apparecchiature che nei prossimi giorni saranno regalati in occasione delle feste del Natale.

Secondo il rapporto dell’Onu, il volume globale di questi rifiuti elettronici è destinato a crescere molto nel futuro. Lo scorso anno quasi 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici sono stati generati in tutto il mondo, per una quantità pari a circa 7kg per ogni persona vivente. Si tratta di oggetti  contenenti sostanze tossiche come piombo, mercurio, cadmio, arsenico.

I paesi cosiddetti evoluti utilizzano quelli in via di sviluppo, in particolare alcune zone dell’Africa, come pattumiera a buon mercato disinteressandosi completamente delle conseguenze che lo smaltimento di questo tipo di rifiuti può comportare per il territorio e le popolazioni che vi vivono. Secondo i dati dell’ Interpol quasi uno su tre contenitori che lasciano l’Unione Europea,  controllati dai doganieri, contengono rifiuti elettronici  illegali.

1a1005 rifiutielettrCome spiega Ruediger Kuehr, il segretario del progetto “Step”, questi veri e propri reati riguardano anche la Cina che nel 2012 ha generato 11,1 milioni di tonnellate e gli Stati Uniti con 10 milioni di tonnellate. Con la differenza che, se ogni cinese genera 5 kg di rifiuti elettronici,  sono quasi 30 kg quelli di ciascun americano.

Anche se non è illegale esportare le merci di scarto nel caso possano essere riutilizzate, in molti casi si tratta di smaltimento illegale per evitare i costi dell’eventuale riciclaggio o di una distruzione confacente alle leggi vigenti in materia,  in modo di evitare inquinamento ambientale e rischi per la salute per le popolazioni.

Beatrice Zamponi